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Riforma Gelmini: Napolitano firma nonostante le "criticità"

Giorgio Napolitano, nonostante gli appelli degli studenti e dei ricercatori, firma la riforma Gelmini e scrive solo una lettera a Silvio Berlusconi per sottolineare alcune "criticità" nel ddl. Ma così tutte le proteste e le lotte sembrano essersi svuotate di significato.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ritiene la riforma Gelmini una buona legge tanto che non sembra aver avuto dubbi nel promulgarla, inviando contestualmente alla propria firma solo una lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per segnalare alcune "criticità".
Sarà quindi contenta quella delegazione di studenti accolta nei giorni scorsi dal Capo dello Stato, fiduciosa del fatto che Napolitano potesse accogliere le loro istanze e rimandare indietro il ddl sulla riforma dell'Università.
Giorgio Napolitano, invece, nella lettera inviata al governo, afferma innanzitutto: "Promulgo la legge, ai sensi dell'art. 87 della Costituzione, non avendo ravvisato nel testo motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere, correttiva della legge approvata a conclusione di un lungo e faticoso iter parlamentare".
In base a questa affermazione le manifestazioni degli studenti, gli scioperi e le rimostranze dei ricercatori sembrano svuotarsi di significato perché se il garante della Costituzione dichiara di non ravvisare "nel testo motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere" è come se dicesse che i ricercatori e gli studenti hanno basato la loro protesta su fatti senza alcun fondamento.
Giorgio Napolitano si limita ad invitare Silvio Berlusconi, in quanto capo del governo, ad "affrontate talune criticità, riscontrabili in particolare negli articoli 4, 23 e 26" con un appunto sull'articolo 6 "concernente il titolo di professore aggregato" (testo integrale al link: http://tinyurl.com/3xq2ncd).
Raggiunta telefonicamente dall'Adnkronos, il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini commenta la promulgazione della riforma come "un fatto positivo" assicurando: "Insieme al presidente Berlusconi terremo certamente conto delle osservazioni del Quirinale".

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