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Napolitano: violenza, anche verbale, va fermata prima che diventi eversione

Giorgio Napolitano, nel Giorno della memoria che ricorda le vittime del terrorismo in Italia, lancia un duro monito: "La violenza va combattuta, va fermata, va scongiurata prima che si trasformi in eversione e distruzione. Non possiamo essere tranquilli di fronte al riemergere di estremizzazioni violente, anche soltanto sul piano verbale o sul piano della propaganda politica".

Oggi si celebra il Giorno della memoria, che cade nel giorno "dell'anniversario dell'assassinio di Aldo Moro perché quella decisione spietata, che portò dopo 54 giorni di prigionia all'uccisione del Presidente della Democrazia Cristiana, ha rappresentato un momento di condivisa presa di coscienza da parte dello Stato. Quello Stato che, purtroppo, solo allora, capì che la reazione non poteva più tardare", come ricorda nel suo discorso a Palazzo Madama il Presidente del Senato Piero Grasso. L'incontro nell'Aula del Senato è stato aperto dal coro del Liceo Isacco Newton di Roma che ha eseguito l'Inno nazionale, mentre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla presenza dei vertici istituzionali, ha consegnato le onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica concesse ad alcuni dei familiari delle vittime di terrorismo. Questa mattina Napolitano ha deposto in Via Caetani una corona di fiori, sotto la lapide che ricorda il luogo del ritrovamento dell'ononorevole Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.

Intervenendo al Senato, Giorgio Napolitano sottolinea: "Io ho voluto che, a partire da quest'anno, la cerimonia che abbiamo dal 2008 in poi sempre tenuto al Quirinale, si dislocasse anche in altri luoghi istituzionali, in modo particolare in questo Palazzo (Madama, ndr) che è uno dei Palazzi del Parlamento, - aggiungendo - e vorrei che la si smettesse di identificarli come palazzi del potere, secondo una oscura definizione".

Giorgio Napolitano coglie l'occasione delle celebrazioni del Giorno della memoria per chiarire che "se il Quirinale è stato definito, già dal mio predecessore (Ciampi, ndr), a giusto titolo la casa degli italiani, anche i due rami del Parlamento, e quindi il Palazzo del Senato ed il Palazzo della Camera dei deputati, non sono i Palazzi di uno oscuro potere ma sono i luoghi della sovranità popolare e della sua rappresentanza democratica". Il monito di Giorgio Napolitano è duro e diretto quando afferma: "Abbiamo imparato che la violenza va combattuta, va fermata, va scongiurata prima che si trasformi in eversione e distruzione. - aggiungendo preoccupato - E penso che in questo momento non possiamo essere tranquilli di fronte al riemergere di estremizzazioni violente, anche soltanto sul piano verbale o sul piano della propaganda politica".

Infine, il Presidente della Repubblica ricorda che "dobbiamo anche trarre questa lezione, da ciò che ricordiamo in giornate come questa: l'Italia vive momenti difficili, ha delle prove molto dure da affrontare e da superare, ma noi abbiamo vissuto nel passato non solo momenti di tensione e prove difficili, noi abbiamo vissuto nel passato periodi tragici, che hanno esposto ad un estremo rischio la nostra democrazia". Giorgio Napolitano però ne è convininto: "se abbiamo saputo superare quei periodi tragici, sapremo superare le prove che abbiamo oggi davanti".

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