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Napolitano: toccato il limite, oltre insorgono pericolose degenerazioni

Antonio Di Pietro, e molti altri come lui, in questi giorni speravano in un intervento del Presidente della Repubblica, che alla fine è arrivato dedicando il Giorno della Memoria ai "10 magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse".

Antonio Di Pietro, e molti altri come lui, in questi giorni speravano in un intervento del Presidente della Repubblica dopo "l'escalation di quotidiane menzogne di Berlusconi" non "più tollerabili" come le ha definite Gianfranco Fini, dopo che il premier aveva affermato che la terza carica dello Stato aveva fatto un "Pactum sceleris" con "il sindacato dei giudici" che diceva: "Voi mi proteggete a me e i miei uomini, voi perseguite Berlusconi e io vi garantisco che finquando io sono qui nel Popolo della libertà e faccio il presidente della Camera non passerà nessuna riforma che vi dispiaccia. Anzi una volta fatto fuori Berlusconi ci siederemo a un tavolo e faremo tutte le riforme che vi converranno o nessuna riforma se questo vi converrà di più". Prima ancora Silvio Berlusconi aveva rivelato invece la sua intenzione di aprire una commissione d'inchiesta "per accertare l'esistenza di una associazione a delinquere a fini eversivi all'interno della magistratura", anche se tali affermazioni non sono di certo nuove, visto che periodicamente il premier si riferisce ai magistrati come coloro che perseguono "con ogni mezzo il sovvertimento della volontà popolare", come affermato per esempio a fine gennaio ai suoi Promotori della Libertà. E Giorgio Napolitano infine è intervenuto annunciando che il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, che cadrà il prossimo 9 Maggio, renderà onore "in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane" e in primo luogo "i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche" (Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione). Una scelta che costituisce "una risposta all'ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta 'Associazione dalla parte della democrazia', per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo". I manifesti in questione sono quelli affissi qualche giorno fa da Roberto Lassini, che con la scritta "Via le BR dalle Procure" avrebbe voluto solo dare "manforte a Silvio Berlusconi", che è poi lo scopo dell'Associazione di cui Lassini è il presidente. Napolitano afferma che "quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non" e sottolinea come "nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni", richiamando tutti infine "al senso della misura e della responsabilità".

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