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Napolitano su manovra: "Facciamo e faremo quel che dobbiamo"

Giorgio Napolitano forse ha percepito che stavolta l'approvazione della manovra sarebbe potuta andare per le lunghe, invitando quindi maggioranza e opposizione a convertirla in legge "molto tempo prima dello scadere dei 60 giorni rituali".

Mentre il presidente della BCE Jean-Claude Trichet, lo stesso che avrebbe inviato al governo italiano la famosa lettera che "dettava" i punti salienti da inserire in manovra, sottolinea come sia "essenziale che i target annunciati per diminuire il deficit siano pienamente confermati ed implementati" aggiungendo che "questo è assolutamente decisivo per consolidare e rinforzare la credibilità della strategia italiana e della sua affidabilità creditizia", il Capo dello Stato Giorgio Napolitano esortava ad una nuova "coesione nazionale". Intervenendo in videoconferenza con il Workshop Ambrosetti di Cernobbio, Napolitano invita infatti maggioranza e opposizione a concludere presto la manovra, "molto tempo prima dello scadere dei 60 giorni rituali per la conversione del decreto-legge del 13 agosto", naturalmente rispettando "gli obbiettivi complessivi di bilancio annunciati". Il dibattito sulla manovra di questi ultimi giorni, che ha portato anche a diverse modifiche in corsa da parte del governo, deve aver forse fatto percepire al Presidente della Repubblica che stavolta l'approvazione sarebbe potuta andare per le lunghe, e così Napolitano richiama tutte le componenti politiche affinché "vengano ora e nel prossimo futuro da parte italiana chiarezza e certezza di intenti e di risultati, al di là di ogni oscillazione nociva alla credibilità degli orientamenti e comportamenti del Paese". Napolitano afferma quindi che "facciamo e faremo quel che dobbiamo, specie per ridurre decisamente il nostro debito pubblico - aggiungendo - certamente in coerenza con intese da noi sottoscritte in sedi europee, ma non in obbedienza a particolari imposizioni dall'esterno", forse riferendosi appunto alla lettera inviata dalla BCE. "Lo facciamo nell'interesse del nostro Paese e delle sue future generazioni" spiega ancora Giorgio Napolitano. E infatti l'ultima parola sarà proprio delle future generazioni, le uniche che potranno spiegare quanto interesse ci sia stato nei loro confronti al momento dell'approvazione di determinate misure. Attualmente però non sembra intravedersi nemmeno all'orizzonte la benché minima bozza di un patto generazionale.

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