le notizie che fanno testo, dal 2010

Napolitano: secessione? Chi ne parla fuori da storia. Non dal governo

Dopo che Umberto Bossi da Venezia torna a incitare la secessione, Giorgio Napolitano avverte che "agitare ancora la bandiera della secessione significa porsi fuori della storia". Ma non dal governo, sottolinea già qualcuno.

Il cavallo d battaglia di Umberto Bossi e della Lega Nord è da sempre la nascita della Padania attraverso la secessione dall'Italia. Questi proclami secessionisti non sembrano aver mai ostacolato la sua "ascesa" politica, come quella del suo partito, tanto che diversi esponenti del Carroccio sono ministri della Repubblica. Ma in tempo di crisi "sistemica" pare che questo atteggiamento non sia più accettabile e dopo l'ennesimo invito di Bossi alla secessione, giunto da Venezia, il Presidente della Repubblica, a margine di una mostra su "La macchina dello Stato" allestita all'Archivio Centrale dello Stato (in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia) avverte: "Agitare ancora la bandiera della secessione significa porsi fuori della storia - afferma Giorgio Napolitano - della concreta realtà e dell'indispensabile impegno comune". Questo "indispensabile impegno comune" è necessario, sottolinea sempre Napolitano, perché bisogna ora "far fronte ad una così difficile situazione economica e finanziaria". Giorgio Napolitano rinnova inoltre l'invito a rimettere in moto le "grandi energie e risorse di cui potenzialmente l'Italia dispone" per "superare questa fase molto critica per l'Europa e specificamente per l'Italia". Infatti, aggiunge Napolitano, non basta un "colpo d'ala" ma occorre puntare su "una piattaforma meditata che nasca da consultazioni ampie per un rilancio della crescita". Il Capo dello Stato sottolinea poi che "la riduzione del rapporto debito-PIL diventa ardua se il PIL decresce, se non impossibile", e la notizia che il Fondo monetario internazionale (FMI) ha tagliato drasticamente le stime dell'Italia non fa che confermare, e aggravare, il pensiero di Napolitano, che conclude: "Siamo una grande economia, siamo una società molto vitale e molto dinamica. Ma tutto questo deve essere messo a frutto con scelte politiche appropriate e il più possibile condivise". Ma ritornando all'inizio del discorso di Giorgio Napolitano, in molti si domandano sempre più accoratamente se l'attuale classe dirigente italiana sia davvero in grado di attuare "scelte politiche appropriate" per la salvezza del Paese, e di conseguenza, di tutta l'Europa.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: