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Napolitano: parlare responsabilmente della magistratura

Giorgio Napolitano invita a soffermarsi sulla vita, e sulla morte, di quei tanti magistrati e non che hanno perso la vita durante gli anni di piombo "per poter parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura". Anche Berlusconi si "inchina" a loro.

Nel corso delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, in ricordo delle vittime del terrorismo, Giorgio Napolitano sottolinea come "questo 9 maggio ci offre l'occasione per sottolineare come è stata vinta la battaglia, come è stata superata la prova". La prova è quella del "lungo attacco terroristico con cui noi abbiamo dovuto fare i conti, specie negli anni della sua massima intensificazione", ricordando come sia stata "quanto mai pesante e insidiosa per la coesione sociale e nazionale, e per le istituzioni democratiche nate sull'onda del movimento di Liberazione e ancorate ai principi della Costituzione repubblicana". "E dunque - continua Napolitano dal Quirinale - il superamento di tale prova resta una pietra miliare nella storia dell'Italia unita: di qui la nostra inestimabile gratitudine a quanti hanno pagato con la loro vita, e il riconoscimento che meritano tutti quanti hanno condotto quella battaglia sapendo di doverla e poterla vincere". Nel corso del suo discorso, il Capo dello Stato sottolinea poi come "impressiona veder rievocate le teorizzazioni giustificazioniste del brigatismo rosso e le polemiche diffamatorie e ostili nei confronti delle istituzioni democratiche italiane e dei loro comportamenti" e conclude ringraziando "il CSM e il suo Vice Presidente per l'opera composta in segno di omaggio alla memoria di Vittorio Bachelet e di tutti i magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie", cioè il libro "Nel loro segno", la cui prefazione "Il nostro omaggio" è stata scritta da Napolitano. "Si sfoglino quelle pagine, ci si soffermi su quei nomi, quei volti, quelle storie - afferma il Presidente della Repubblica - per poter parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura, nella consapevolezza dell'onore che ad essa deve esser reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie. E sia in noi tutti chiara e serena la certezza che le pagine di quest'opera, i profili e i fatti che presenta, le parole che raccoglie sono come pietre, restano più forti di qualsiasi dissennato manifesto venga affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli, e di qualsiasi polemica politica indiscriminata". Quest'ultima parte chiaramente in riferimento "all'ignobile provocazione del manifesto" che a Milano troneggiava con la scritta "Via le BR dalle Procure". Quella frase era stata promossa dalla "cosiddetta 'Associazione dalla parte della democrazia', per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo (Lassini, ndr), come riportava in una nota lo stesso Quirinale, e in quei giorni molti esponenti politici della maggioranza e dell'opposizione avevano preso le distanze da tale iniziativa. Stando a quanto riportava l'Agi, invece, che citava fonti parlamentari, Silvio Berlusconi invece sembrava condividesse "il senso di quei manifesti, ossia la denuncia di procure che non risparmiano colpi al governo e al presidente del Consiglio, e che sono pronte a ricorrere all'arma giudiziaria pur di raggiungere il loro obiettivo". Anche Silvio Berlusconi, nella Giornata della Memoria, in una nota sottolinea: "Insieme al governo e all'Italia intera, mi inchino con rispetto e gratitudine per ricordare le vittime del terrorismo, unendomi idealmente alle nobili parole pronunciate questa mattina al Quirinale dal Capo dello Stato" dichiarando "l'impegno del governo a contribuire ad aprire tutti gli armadi della vergogna perché nessuna strage rimanga più avvolta nel mistero", per rendere onore a "magistrati e giornalisti, poliziotti e carabinieri, agenti di custodia e docenti universitari, leader politici e sconosciuti funzionari dello Stato" che "tutti sono stati colpiti come simboli e vittime innocenti di una folle ideologia criminale, che tanti cattivi maestri purtroppo hanno alimentato e giustificato". Solo un paio d'ore prima, durante una pausa del processo Mills che lo vede imputato, Silvio Berlusconi ha proposto la costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta contro i pm di Milano, "cancro da estirpare", precisando ai giornalisti presenti: "Ci sono tentativi reiterati da parte degli stessi pm di eversione. E questo non è un cancro della democrazia?".

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