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Napolitano: né totoministri né governo tecnico. Voci irresponsabili

La manovra correttiva si appresta a diventare legge e Giorgio Napolitano parla già di "miracolo", anche se considera come "irresponsabili" quelle voci su "totoministri" e governi di transizione quando si parla di "prove di coesione".

Il decreto legge sulla manovra correttiva si appresta ormai a diventare legge entro poche ore. Il voto finale dovrebbe arrivare entro venerdì 15 luglio, forse anche la firma stessa, e il Capo dello Stato, in visita a Zagabria, sembra che abbia gridato al "miracolo". "Considero com'è ovvio molto positivo il fatto che si sia raggiunto un accordo sui tempi - spiega Napolitano - Naturalmente nessuno poteva pensare che in quattro e quattr'otto ci fosse anche un accordo sui contenuti della manovra. Ma l'accordo sui tempi ha rappresentato il segno di una comune percezione dei rischi cui è esposta l'Italia nel quadro europeo e mondiale, e una comune assunzione di responsabilità". Una felicità che è sembrata però incrinata da quelle voci che avevano interpretato alcune sue dichiarazioni come un invito a formare un governo di transizione. Non c'è invece nessuna lettura "politica" quando Napolitano sottolinea che "la coesione nazionale è imprescindibile anche per una ripresa, un rilancio dello sviluppo" perché "le due cose non possono essere separate" visto che "l'Italia soffre di alto debito e di bassa crescita". Nessun messaggio "nascosto" nemmeno quando Giorgio Napolitano si dice "convinto che anche per il futuro prossimo occorreranno in altri momenti prove di coesione" e che "riuscire a realizzarle dipenderà da tutti. Politicamente dipenderà sia dall'opposizione che dalla maggioranza, e socialmente e istituzionalmente dipenderà da tutte le realtà sociali e istituzionali che contano nel nostro Paese". Il Capo dello Stato precisa poi che "non sono seri tutti questi accenni al totoministri" precisando di non aver "ricevuto alcuna proposta dal presidente del Consiglio". "Ciò è veramente da irresponsabili - conclude Napolitano - Chiunque metta in giro queste voci".

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