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Napolitano: l'UE attraversi altra metà del guado. A rischio piena?

Giorgio Napolitano avverte che l'Unione europea non può continuare a prendere solo "misure parziali" per combattere gli attacchi dei mercati , invitanto l'UE ad "attraversare l'altra metà del guado". Formando gli Stati Uniti d'Europa?

Nel corso del suo intervento all'assemblea nazionale della Repubblica di Slovenia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avverte che dopo il buon esito del vertice di fine giugno, l'UE non deve rimanere "a metà del guado".
Napolitano sostiene infatti che non è auspicabile continuare a "reagire difensivamente di volta in volta agli attacchi speculativi e strumentali che vengono dai mercati finanziari solo con pur necessarie misure parziali che restino fatalmente inadeguate e si esauriscano in uno spreco dispendioso di risorse preziose".
Il fiume deve essere attraversato, ammonisce Napolitano, anche perché altrimenti, sembra essere questo il senso della metafora idrogeologica, una improvvisa piena potrebbe travolgere non solo l'Italia ma l'intera Unione europea.
"La risposta, finalmente più forte e netta, che è venuta dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno ci è di conforto - precisa il Capo dello Stato - ma richiede altrettante decise misure di attuazione".
Come l'avvio degli Stati Uniti d'Europa , si potrebbe domandare qualcuno? "Gli enormi progressi compiuti dopo le tragedie degli anni '90 vanno consolidati. L'Italia e l'Europa - ha aggiunto Napolitano - ancora non possono concepire un riaprirsi, che sarebbe fatale, delle ferite e della conflittualità tra Stati e all'interno degli Stati della regione".
Giorgio Napolitano sottolinea quindi che sono troppe le "strozzature economiche" che "impediscono significativi tassi di crescita", giustificando così la "chiamata" di Monti a Palazzo Chigi, necessaria per affrontare "anche con provvedimenti dolorosi nodi ineludibili di mercati del lavoro frammentati o di procedure amministrative che soffocano la competitività delle imprese".
Infine, il Presidente della Repubblica apre una parentesi sulla "politica italiana" giudicata come "un'entità un po' complicata" perché oltre ai "tre importanti partiti" che "convergono sul sostegno alle politiche del governo Monti" ci sono "altre forze su linee completamente diverse". Come d'altronde vuole la democrazia. Ma forse non i mercati.

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