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Napolitano: intercettazioni se indispensabili. Il monito ai magistrati

Giorgio Napolitano torna sul tema delle intercettazioni, sottolineando che i magistrati devono farne ricorso "solo nei casi di 'assoluta indispensabilità' ", richiamando inoltre i pm "a criteri di misura e riservatezza".

Giorgio Napolitano ha incontrato al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio nominati con il decreto ministeriale dell'agosto del 2010, ricordando loro di appartenere "a un mondo di 'servitori dello Stato' che ha espresso personalità di straordinaria sapienza e sensibilità e che ha saputo dare contributi essenziali per la tutela della legalità fino a sacrificarsi cadendo vittime della follia omicida dei terroristi o della sanguinaria barbarie mafiosa". "Un patrimonio - rammenta il Capo dello Stato - che voi siete chiamati a raccogliere e rinnovare. Con senso della misura, slancio ideale e senza mai perdere di vista i postulati costituzionali di autonomia e indipendenza dell'ordine giudiziario e di soggezione dei giudici solo alla legge". Napolitano denuncia infatti "il funzionamento gravemente insufficiente del 'sistema giustizia' e la crisi di fiducia che esso determina nel cittadino destinato, come titolare di bisogni e di diritti, a farvi ricorso". Il Presidente della Repubblica sottolinea quindi che "le ragioni della crisi di fiducia nel 'sistema giustizia' possono rinvenirsi certamente in gravi inadeguatezze normative e strutturali" ma anche a causa di "un offuscamento dell'immagine della magistratura, sul quale non mi stanco di sollecitare una seria riflessione critica". Questo "offuscamento dell'immagine" non sembra derivare dai continui attacchi che la politica rivolge alla magistratura, tanto che non poco tempo fa si era arrivati addirittura ad affiggere nelle strade di Milano cartelloni con la scritta "Via le BR dalle Procure", gesto condannato dallo stesso Napolitano. Il Capo dello Stato sembra invece "richiamare" i magistrati, invitando a ispirare le loro condotte "a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti 'esposizioni mediatiche', a non sentirsi investiti di 'improprie ed esorbitanti missioni', a non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione la imparzialità dei singoli, dell'ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale". Napolitano spiega quindi che "vanno perciò evitate condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura". Giorgio Napolitano invita quindi i futuri pubblici ministeri ad "applicare scrupolosamente le norme e far uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi bilanciando le esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti" specificando che questo discorso "vale, in specie, per le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso, come invece insegna la Corte di Cassazione, solo nei casi di 'assoluta indispensabilità' per le specifiche indagini e delle quali viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso è privo di rilievo processuale, ma può essere lesivo della privatezza dell'indagato o, ancor più, di soggetti estranei al giudizio". Il Presidente della Repubblica sembra quindi evidenziare il fatto che quando una intercettazione è priva di rilievo processuale non dovrebbe essere resa pubblica perché potrebbe ledere la privatezza (un tempo si usava la parola "intimità") dell'indagato. Qualche osservatore potrebbe forse far notare però che la pubblicazione delle intercettazioni non dipende dal magistrato ma dal media che avrà la responsabilità di capire se sia giusto o meno renderle pubbliche. Si sarebbe, per esempio, forse potuto evitare di pubblicare tutti i messaggi privati scritti su Facebook tra Salvatore Parolisi (in carcere in attesa di processo per l'omicidio della moglie Melania Rea) e la sua amante. Ma quando al centro di uno "scandalo" c'è una persona che ricopre incarichi pubblici e di resposabilità, che decide sulla sorte di un appalto come dell'intero Paese, la pubblicazione di alcune intercettazioni (spiegate nel loro contesto) riesce forse a far capire cosa potrebbe nascondersi dietro l'ipocrisia della politica.

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