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Napolitano: "il solco è uno solo: integrazione sovranazionale"

Giorgio Napolitano in occasione delle cerimonie per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate al Quirinale offre interessanti spunti di riflessione verso l'"integrazione sovranazionale", ormai imprescindibile secondo il Capo dello Stato.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha consegnato il 4 novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, in una cerimonia al Quirinale le onorificenze dell'Ordine Militare d'Italia "a militari che si sono distinti per capacità professionali, senso di responsabilità ed abnegazione nello svolgimento di attività operative". Nella cerimonia Napolitano ha pronunciato parole che possono sicuramente essere occasione di riflessione per i tempi che verranno. Afferma Giorgio Napolitano: "La grave crisi generale che stiamo vivendo è determinata ed alimentata da eventi di portata storica e da trasformazioni straordinarie in ogni settore della vita umana che, ormai da tempo, hanno drammaticamente investito gli assetti istituzionali, economici e sociali di paesi come il nostro e gli equilibri internazionali nel loro complesso". Interessante come nello stesso palazzo, ma in un'altra cerimonia, quella di conferimento di 56 medaglie d'onore a militari vittime del terrorismo nelle missioni internazionali, 11 dei quali caduti nell'assolvere il proprio compito, "la Comunità Internazionale, i singoli Paesi e gli stessi cittadini, pur nella diversità delle situazioni di vantaggio o svantaggio relativo in cui possono venire a trovarsi in questo periodo, devono essere consapevoli - dobbiamo tutti essere consapevoli - delle grandi sfide del presente, di quelle, probabilmente ancora più impegnative, che il futuro ci prospetta e dei profondi mutamenti che quindi si impongono. Le grandi sfide sono dunque quelle dell'economia, della sostenibilità, della giustizia, e sollecitano: la ricerca di un nuovo modello competitivo di sviluppo, paradossalmente soprattutto per noi, per i Paesi storicamente 'avanzati', l'avvicinamento a un controllo condiviso dei beni comuni dell'ambiente e delle risorse naturali e culturali, la realizzazione di un efficace assetto internazionale di garanzia, in grado di produrre durevoli condizioni di pace, di sicurezza, di stabilità, di rispetto dei diritti umani fondamentali. E' altresì evidente che su questi fronti, così estesi e complessi, dovremo operare insieme, Stati, nazioni e cittadini, tendendo al massimo di coesione e cooperazione, tenendo sempre ben in mente che il più importante degli effetti delle straordinarie trasformazioni di questo XXI secolo è l'interdipendenza. In un contesto come quello attuale in cui sempre più le vicende e le scelte dell'uno incidono sul benessere dell'altro, non c'è alternativa all'individuazione di terreni e strumenti di effettiva collaborazione. E in Europa il nome, l'obbiettivo, il solco già tracciato è uno solo : integrazione sovranazionale". Per Giorgio Napolitano quindi è necessario "riporre fiducia e investire in volontà e impegno nelle grandi Organizzazioni Internazionali, le Nazioni Unite, l'Alleanza Atlantica e per noi italiani ed europei, l'Unione già forte di 27 Stati membri. Esse vanno costantemente migliorate, potenziate e valorizzate, anche nei confronti dell'opinione pubblica, perché sono le sole leve efficaci di cui disponiamo per affrontare e vincere le grandi sfide cui mi sono riferito". Il Presidente della Repubblica offre poi un nuovo spunto di meditazione: "In questo quadro lo strumento militare assume un ruolo nuovo e centrale, perché oggi è possibile e necessario far pesare, insieme, quando sia necessario, la forza in nome della legge e della pace. Dobbiamo dunque potenziare le nostre Forze Armate, per renderle efficaci rispetto ai nuovi compiti da assolvere, dotandole delle capacità umane e tecniche e dei mezzi che consentano loro di fronteggiare le tante e complesse minacce emergenti e, soprattutto, di operare pienamente inserite nel dispositivo di sicurezza della Comunità Internazionale. E, come è stato più volte ribadito anche in seno al Consiglio Supremo di Difesa, un'importanza cruciale presenta la progressiva integrazione dello strumento militare italiano e di quelli degli altri Paesi membri dell'Unione in una struttura organizzativa e operativa comune europea".

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