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Napolitano: governo "al più presto". Mandato esplorativo a Bersani

Giorgio Napolitano affida il mandato esplorativo a Pier Luigi Bersani che dovrà cercare i numeri per formare un governo, che si deve realizzare "al più presto". Napolitano sottolinea quindi la necessità di un "governo di grande coalizione".

Giorgio Napolitano affida a Pier Luigi Bersani "l'incarico di verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo, tale da consentire la formazione di un governo" che abbia naturalmente il voto di fiducia alla Camera e soprattutto al Senato. Un mandato esplorativo, come si suol dire, quello che Napolitano affida a Bersani in quanto "capo della coalizione di centro-sinistra" che ha, "sia pure grazie a un margine di vantaggio assai ristretto sulla coalizione di centro-destra", precisa il Capo dello Stato, la "maggioranza assoluta dei seggi alla Camera e una posizione di maggioranza relativa al Senato".

Tocca quindi a Bersani "ricercare una pur difficile soluzione al problema del governo, attraverso tutti gli opportuni contatti con le altre forze politiche rappresentate in Parlamento, e non solo con esse". Napolitano non si nascondo dietro le parole e chiarisce immediatamente, ancor prima di rivelare il nome di Bersani, che l'obiettivo da perseguire è quello di dare un governo all'Italia "al più presto", e questo perché, insiste il Presidente della Repubblica, "il Paese è premuto da problemi che esigono la nascita di un esecutivo e l'avvio di una normale e piena attività legislativa, al di là dei provvedimenti urgenti che il governo dimissionario riterrà di adottare ed è in grado di adottare". Il richiamo di Napolitano alle forze politiche presenti in Parlamento è quindi chiaro: "L'essenziale è mostrare a noi stessi, all'Europa e alla comunità internazionale quanto apprezziamo e coltiviamo il valore della stabilità istituzionale, non minore di quello della stabilità finanziaria: da entrambi dipende il grado di affidabilità del nostro Paese".

"L'Italia deve darsi un governo operante nella pienezza dei suoi poteri; - insiste Giorgio Napolitano - occorre assicurare la vitalità e fecondità della nuova legislatura, del nuovo Parlamento. E' così che possiamo contribuire anche al consolidamento delle istituzioni europee, del loro impegno e del loro ruolo in un periodo così difficile e decisivo per il nostro comune futuro: ci assumeremmo altrimenti una grave responsabilità, tradiremmo le attese che ci sono state manifestate anche nei giorni scorsi dai rappresentanti di Paesi amici, in primo luogo ma non solo europei, convenuti a Roma per rendere omaggio al nuovo Pontefice".

Giorgio Napolitano sottolinea quindi che non solo il MoVimento 5 Stelle ma anche "altre, importanti forze politiche hanno, nel corso delle consultazioni, espresso a loro volta una volontà di deciso cambiamento da perseguire attraverso riforme solo avviate o da tempo invano attese", pur precisando che è soprattutto "da parte della coalizione guidata da Silvio Berlusconi" che si è ricavata "l'esigenza di un governo di vasta unione, che conti innanzitutto sulle due maggiori forze parlamentari". Napolitano non ci gira intorno. Visto che il risultato elettorale non ha fornito a nessuna forza politica una maggioranza in grado di governare da sola, il Capo dello Stato auspica un "governo di grande coalizione". Allo stesso tempo ammette che "le difficoltà a procedere in questo senso sono apparse rilevanti: per effetto di antiche e profonde divergenze e contrapposizioni, che si erano attenuate nel corso del 2012 in funzione del sostegno al governo Monti ma sono riesplose con la rottura di fine anno".

Napolitano ricorda quindi come abbia sempre "messo in luce l'esigenza di larghe intese tra gli opposti schieramenti su scelte di interesse generale, da quelle relative a garanzie di equilibrio istituzionale alle riforme del sistema politico-costituzionale, agli impegni di politica europea, internazionale e di sicurezza" e per questo motivo insiste "sulla necessità di larghe intese di quella natura, a complemento del processo di formazione del governo che potrebbe concludersi anche entro ambiti più caratterizzati e ristretti". Infine Napolitano si appella allo "spirito di coesione nazionale" che va "al di là di quelle che potranno essere normali dialettiche maggioranza di governo/opposizione" ricordando, e questo sembra essere un messaggio diretto in particolare al MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che "anche quella parte della popolazione che più soffre per la crisi economica e sociale e che più sollecita cambiamenti effettivi è interessata allo sviluppo di confronti concreti e costruttivi, piuttosto che a scontri totali e paralizzanti".

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