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Napolitano: ecco i nomi dei "saggi" dei due gruppi che vareranno proposte

Giorgio Napolitano rivela i nomi dei "saggi" che formeranno i due gruppi che lavoreranno su proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea, in attesa di un nuovo governo.

In una breve nota, il Quirinale rivela i nomi dei componenti dei due gruppi di lavoro che lavoreranno su proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea. Come promesso da Napolitano, i due gruppi sono composti da "personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze". Ed infatti hanno accettato di fare parte del primo gruppo:
- il prof. Valerio Onida, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, candidato nel 2010 alle primarie del centrosinistra per le elezioni del sindaco di Milano;
- il senatore Mario Mauro, ex PDL è attualmente capogruppo al Senato della Repubblica di Scelta Civica per l'Italia;
- il senatore Gaetano Quagliariello, del PDL;
- Luciano Violante, ex Presidente della Camera dei deputati, del PD.
Il secondo gruppo è invece composto da:
- Enrico Giovannini, presidente dell'Istat;
- Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust);
- Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d'Italia nonché dal gennaio 2013 membro del Comitato strategico del Fondo Strategico Italiano (una holding di partecipazioni posseduta al 90% da Cassa Depositi e Prestiti ed al 10% da Fintecna);
- l'on. Giancarlo Giorgetti, capogruppo per la Lega Nord;
- il senatore Filippo Bubbico, del PD, presidente delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato;
- il Ministro per gli Affari Europei del governo Monti Enzo Moavero Milanesi, attualmente di Scelta Civica non eletto però in Parlamento.

I due gruppi di lavoro si riuniranno nel corso della prossima settimana, non prima di martedì, stabilendo contatti con i presidenti di tutti i gruppi parlamentari per cominciare a sondare il terreno sulle varie proposte programmatiche. Rimane valido il monito di Napolitano espresso questa mattina, quando ha chiesto a tutti i soggetti politici in campo "un accentuato senso di responsabilità al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente, essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento". Il dimissionario governo Monti, quindi, per il momento deve essere visto solo come una garanzia di non totale instabilità per il Paese, che però non può essere prorogato troppo a lungo. Ora la palla passa nuovamente ai partiti, mentre ad aver perso già la partita sembra essere il MoVimento 5 Stelle, visto che ieri, salendo al Colle, hanno continuato a non fare nomi e sono rimasti a bocca asciutta.

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