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Napolitano e processo Ruby: un governo regge se ha maggioranza

Giorgio Napolitano, in merito al processo Ruby, spiega che Silvio Berlusconi ha "le sue ragioni e buoni mezzi giuridici per difendersi contro le accuse" sottolineando poi "che un governo regge finché dispone della maggioranza".

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un'intervista rilasciata al giornale tedesco "Welt am Sonntag", sottolinea che Silvio Berlusconi, in merito al caso Ruby, ha "le sue ragioni e buoni mezzi giuridici per difendersi contro le accuse". Napolitano afferma inoltre di confidare nel nostro "Stato di diritto" perché "sia la nostra Costituzione, sia le nostre leggi garantiscono che un procedimento come questo, in cui si sollevano gravi accuse che il Presidente del Consiglio respinge, si svolgerà e concluderà secondo giustizia".
Tutto il mondo guarda giustamente alla vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi, spesso e volentieri non capendo come mai il premier italiano non pensi minimente a dimettersi di fronte a tale scandalo e domandandosi di conseguenza perché i cittadini italiani non si indignano per tale mancanza di osservazione di "norma democratica", come la chiama il politologo statunitense Edward Luttwak (Ruby, Berlusconi: non sono preoccupato. Non segue norma democratica - http://tinyurl.com/4t3d5nb).
Ma a sorpresa è lo stesso Presidente Giorgio Napolitano a spiegare il messaggio che in questi giorni anche lo stesso premier sta cercando di "far passare" nell'opinione pubblica: "Io credo che un governo regge finché dispone della maggioranza in Parlamento e opera di conseguenza".
La famosa "questione morale" che periodicamente viene rispolverata, quindi, non sembra essere una priorità nazionale. Stando a tale assioma, nessuno scandalo, anche se mina la credibilità e la serietà dell'Italia nel mondo e incide in maniera negativa sulla vita del Paese, potrebbe intaccare un personaggio o una forza politica se ha i numeri, anche se magari ottenuti sulla base di falsi presupposti.
Quello che è più grave è che continuano a rincorrersi le presunte voci sulla "compravendita" dei parlamentari.
Napolitano fa poi notare che in Italia spesso lo scontro tra i partiti "degenera in una vera e propria guerriglia politica". Il problema, però, è che da qualche tempo nel nostro Paese, come sottolineava qualche settimana fa il giornalista Marco Travaglio (http://tinyurl.com/69pa5yx), spesso viene chiamato scontro quello che in realtà è un attacco di una parte verso un'altra parte.
Inoltre, sempre più frequentemente, questo attacco viene indirizzato verso istituzioni cardine della nostra democrazia, come la magistratura.

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