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Napolitano e la "mossa della gru" nel discorso fine anno 2012

Giorgio Napolitano, nel suo ultimo messaggio di fine anno, è più televisivo che mai e sfodera quella che potrebbe essere politicamente ribattezzata come la "mossa della gru".

Quello del 31 dicembre 2012 è stato l'ultimo discorso di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica. Un discorso molto televisivo, soprattutto se si analizzano le inquadrature, la pause e i gesti che Napolitano faceva o non faceva a seconda dell'importanza del messaggio che voleva trasmettere. Se si osservano su Youtube i passati messaggi di fine anno di Giorgio Napolitano, si può notare infatti come le mani del Capo dello Stato siano sempre per lo più appoggiate al tavolo ma principalmente ferme. Quest'anno, invece, Napolitano si è molto servito della gestualità per trasmettere al tele-cittadino la politica del messaggio non verbale. Per molti probabilmente rimarrà a lungo impressa quella che potrebbe essere politicamente ribattezzata la "mossa della gru" di Napolitano (liberamente ispirata a quella di Karate Kid), durata ben 16 secondi e visibile al minuto 10:02 del discorso di fine anno 2012.

"Importante è che soprattutto tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l'indignazione, la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento e di aprirsi delle strade" dice infatti a quel punto Napolitano, preparandosi a sferrare quello che sembra il colpo finale. "Il voto del 24-25 febbraio interverrà a indicare quali posizioni siano maggiormente condivise e debbano guidare il governo che si formerà e otterrà la fiducia delle Camere" chiarisce infatti Giorgio Napolitano, specificando subito dopo che quindi "il senatore Monti ha compiuto una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico" giustificando il fatto che "egli non poteva candidarsi al Parlamento" poiché ne fa "già parte come senatore a vita", nominato nel novembre 2011 proprio dall'uscente Capo dello Stato con l'unico scopo di farlo "salire (rapidamente) in politica" e permettergli di guidare il governo tecnico.

Giorgio Napolitano prosegue il suo messaggio di fine anno precisando quindi che Mario Monti "poteva e l'ha fatto - non è il primo caso nella nostra storia recente - patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti". Napolitano evidenzia ancora come "d'altronde non c'è, nel nostro ordinamento costituzionale l'elezione diretta del primo ministro, del capo del governo". Una presa di posizione, quella di Napolitano, che ha forse lasciato perplesso più di qualcuno, visto che all'inizio del suo discorso di fine anno aveva premesso e promesso: "Alla vigilia di importanti elezioni politiche, non verranno da me giudizi e orientamenti di parte, e neppure programmi per il governo del paese, per la soluzione dei suoi problemi, che spetta alle forze politiche e ai candidati prospettare agli elettori".

Invece che la "mossa della gru" qualcuno forse avrebbe quindi preferito quella del "dai la cera, togli la cera" che rappresenta un modus operandi civile e sociale improntato alla costanza, al lavoro e a quel labor limae che non dovrebbe mai mancare al linguaggio politico. Ma forse, visto che questa campagna elettorale sarà dominata da una lotta contro il "bipolarismo" , la massima del Maestro Kesuke Miyagi "devi dare la cera con la mano destra e la devi togliere con la sinistra" non era probabilmente la più adatta da trasmettere.

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