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Napolitano: dubbi sui Ministeri al Nord. Bossi: "non si preoccupi"

Come è noto, a dispetto delle tante contrarietà anche all'interno della maggioranza, Umberto Bossi ha inaugurato a Monza le 4 sedi di rappresentanza di altrettanti ministeri. Napolitano espone i suoi dubbi, ma il Senatur lo invita a non preoccuparsi.

Come è noto, a dispetto delle tante perplessità e contrarietà, anche all'interno della maggioranza, Umberto Bossi ha inaugurato a Monza le 4 sedi di rappresentanza di altrettanti ministeri, annunciando che il "decentramento è iniziato". Nei giorni scorsi indiscrezioni di agenzia di stampa parlavano di una lettera che il Capo dello Stato aveva inviato al premier Silvio Berlusconi, atta ad esprimere la sua posizione al riguardo. E infatti durante il Consiglio dei Ministri, Berlusconi ha rivolto "ai singoli Ministri un pressante invito a tenere in debito conto le osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica sulle recenti istituzioni di sedi periferiche di strutture ministeriali ed ha quindi chiesto a tutti i Ministri di tenere comportamenti conseguenti". Umberto Bossi, per tutta risposta, ha affermato, parlando con i cronisti, che Napolitano non si deve preoccupare perché "i ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là". Il Quirinale pubblica allora sul proprio sito la lettera inviata al premier, forse anche "al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa" la sua "responsabilità quale rappresentante dell'unità nazionale e garante di princìpi e precetti sanciti dalla Costituzione", come si legge in chiusura di missiva. Giorgio Napolitano spiega che "l'apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell'attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale" sottolineando però che "la pur condivisibile intenzione di avvicinare l'amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una 'capitale diffusa' o 'reticolare' disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica" (articolo 114 della Costituzione). Questo ulteriore richiamo del Colle, però, non sembra aver scalfito la sicurezza di Umberto Bossi, che ribadisce come "la Costituzione non parla di dove devono stare i ministeri", annunciando che vuole "spostare i ministeri come fanno gli altri Paesi europei", assicurando però che il rapporto con il Presidente della Repubblica "non si romperà per quello".

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