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Napolitano: consegnerò relazione saggi al nuovo Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano riceve i "saggi" e le loro relazioni, che passeranno direttamente in mano al nuovo Presidente della Repubblica, che "trarrà le conclusioni" sulle "decisioni che toccano alle forze politiche" in merito all'avvio (o meno) del nuovo governo.

I due gruppi di "saggi" hanno consegnato le loro relazioni, consultabili sul sito del Quirinale, che "valgono a porre più che mai al centro dell'attenzione delle forze politiche i problemi essenziali cui sono legati sia il soddisfacimento delle attese e dei bisogni più urgenti dei cittadini e del paese e lo sviluppo futuro dell'Italia, e della società e della democrazia italiana. E sviluppo futuro significa prospettiva per un'intera giovane generazione, oggi fortemente inquieta" sottolinea Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato chiarisce quindi che, anche grazie "all'ausilio delle analisi e delle indicazioni fornite dai due gruppi di lavoro, una seria considerazione dei problemi da affrontare, delle situazioni critiche da superare, delle potenzialità da cogliere e mettere a frutto, può stimolare la ricerca di convergenze tra le forze politiche, può favorire un clima costruttivo nel nuovo Parlamento, suggerire forme praticabili - nel quadro segnato dai risultati elettorali - di condivisione delle responsabilità di governo e dei percorsi di riforma necessari".

"Quel che trasmetto è dunque, credo, un testimone concreto e significativo" spiega ancora Napolitano. Il lavoro dei "saggi", infatti, oltre a mettere in evidenza alcune urgenze, non scioglie il nodo governativo, tanto che Giorgio Napolitano chiarisce che le relazioni che gli sono state presentate faranno parte delle sue "consegne al nuovo Presidente della Repubblica". Napolitano precisa infatti: "L'iniziativa di istituire questi gruppi di lavoro, il mandato ad essi affidato, le relazioni che ne sono scaturite, rappresentano il contributo conclusivo - alla vigilia del compimento del mio mandato e della scelta del nuovo Presidente - che sono stato in grado di dare alla soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio".

Il compito affidato da Napolitano ai "saggi", quindi, è stato semplicemente quello di focalizzare le "posizioni comuni" tra i diversi partiti, gli unici in grado di scegliere la nuova compagine governativa. In conclusione, infatti, Giorgio Napolitano chiarisce che "solo da scelte di collaborazione che spetta alle forze politiche compiere, segnandone i termini e i confini, può scaturire la formazione del nuovo governo di cui il paese ha urgente bisogno" precisando che "tale soluzione non poteva dunque nascere per impulso del Presidente della Repubblica uscente ripercorrendo un sentiero analogo a quello battuto con successo nel novembre del 2011", e quindi con l'insedimaneto di un esecutivo tecnico. "La parola e le decisioni toccano alle forze politiche, e starà al mio successore trarne le conclusioni" chiude quindi Giorgio Napolitano. In altre parole, come era ormai intuibile già da qualche giorno, si riparlerà di governo (o elezioni) solo dopo l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

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