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Napolitano: a elezioni centrodestra è secondo. Rispetto dei ruoli

Giorgio Napolitano, dopo aver incontrato i vertici del PDL e del CSM, ammette come sia "comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale", anche se precisa che "non è da prendersi nemmeno in considerazione l'aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale".

Arriva chiaro e forte il messaggio di Giorgio Napolitano, dopo gli incontri di ieri prima con i vertici del PDL, e poi con il Comitato di Presidenza del CSM. Dopo l'incontro con Angelino Alfano, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, Napolitano in una nota ha sottolineato come il PDL ha rappresentato "preoccupazioni di carattere politico-istituzionale per recenti sviluppi delle vicende giudiziarie riguardanti il leader del loro partito e capo della loro coalizione", Silvio Berlusconi. Napolitano ha tenuto poi a precisare che il PDL non ha rivolto "alcuna richiesta di impropri interventi in materia" avendo consapevolezza "della natura delle responsabilità e delle prerogative del Capo dello Stato che non può interferire nell'esercizio del potere giudiziario". Il Presidente della Repubblica, pur esprimendo quindi "il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia", pensando in particolare alla "manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano" organizzata dal PDL, ha quindi fatto "appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione né la libertà di espressione di ogni dissenso né l'autonomia e l'indipendenza della magistratura". Il Capo dello Stato ha "auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare" annunciando che nella giornata avrebbe quindi incontrato anche il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, composto dal Vice-Presidente Michele Vietti, e da Ernesto Lupo e Gianfranco Ciani, rispettivamente Primo Presidente e Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione, per "sviluppare più ampiamente le sue valutazioni". Valutazioni che sono arrivate puntalmente dopo l'incontro con i vertici del CSM, e che lasciano trasparire la preoccupazione di Giorgio Napolitano di vedere alimentate "tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico". Tensioni che il Capo dello Stato dice che occorre infatti "evitare".

Il Presidente della Repubblica sottolinea: "Dopo le elezioni del 24 febbraio, e anche per effetto della situazione che ne è scaturita, ma soprattutto per l'estrema importanza e delicatezza degli adempimenti istituzionali che stanno venendo a scadenza, occorre evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico. - e precisa - Quegli adempimenti chiamano in causa ed esigono il contributo di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, e in particolar modo di quelle che hanno ottenuto i maggiori consensi". Napolitano ha infatti ammesso come sia "comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile". Richiamo questo che pare diretto non solo alla magistratura, ma anche alle altre forze politiche in campo, PD in testa, che invece con il MoVimento 5 Stelle non sembra prendere in considerazione il fatto che la coalizione del centrodestra è stata battuta alla Camera dal centrosinistra con uno scarto di appena 0,37 punti percentuali. Dati che dovrebbe rispolverare anche il MoVimento 5 Stelle, visto che addirittura ieri, per bocca del suo capogruppo Roberta Lombardi, ha affermarto che il M5S è la "prima forza politica alla Camera" (mentre è, notevole differenza, il primo partito, quindi terza forza politica alla Camera). Napolitano comunque sottolinea come "non è da prendersi nemmeno in considerazione l'aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco - 'per via giudiziaria' come con inammissibile sospetto si tende ad affermare - uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale". Il Capo dello Stato quindi rivolge "con grande forza un appello al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano. - aggiungendo - Un appello, che volentieri raccolgo dalle parole oggi pronunciate da autorevoli giuristi, affinché in occasione dei processi si manifesti da ogni parte 'freddezza ed equilibrio' e affinché da tutte le parti in conflitto - in particolare quelle politiche, titolari di grandi responsabilità nell'ordinamento democratico - si osservi quel senso del limite e della misura, il cui venir meno esporrebbe la Repubblica a gravi incognite e rischi".

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