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Napolitano a MoVimento 5 Stelle: non c'è partecipazione senza "metodo democratico"

Giorgio Napolitano dedica una parte del suo (secondo) discorso di insediamento al MoVimento 5 Stelle, chiarendo che "non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del 'metodo democratico' ".

Giorgio Napolitano, nel corso del suo (secondo) discorso di insediamento, si sofferma anche ad analizzare il MoVimento 5 Stelle. Dopo la rielezione di Giorgio Napolitano, Beppe Grillo aveva gridato al "colpo di Stato" addirittura chiedendo una "mobilitazione popolare" a Roma di "milioni" di persone da portare avanti "per tutto il tempo necessario", salvo poi ripensarci e dare "buca" ai suoi attivisti.

Un primo richiamo al MoVimento 5 Stelle sembra arrivare quando Giorgio Napolitano sottolinea, rimproverando i partiti, che "quel tanto di correttivo e innovativo che si riusciva a fare nel senso della riduzione dei costi della politica, della trasparenza e della moralità nella vita pubblica è stato facilmente ignorato o svalutato" evidenziando quindi come "l'insoddisfazione e la protesta verso la politica, i partiti, il Parlamento, sono state con facilità (ma anche con molta leggerezza) alimentate e ingigantite da campagne di opinione demolitorie, da rappresentazioni unilaterali e indiscriminate in senso distruttivo del mondo dei politici, delle organizzazioni e delle istituzioni in cui essi si muovono".

Quasi alla conclusione del suo discorso di insediamento, Giorgio Napolitano si rivolge poi direttamente al MoVimento 5 Stelle, chiarendo: "Apprezzo l'impegno con cui il movimento largamente premiato dal corpo elettorale come nuovo attore politico-parlamentare ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta: quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento". Giorgio Napolitano evidenzia quindi come "non può, d'altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben più di un secolo e ovunque i partiti. - spiegando - La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del 'metodo democratico' ". E da qui la necessità di una seria riforma dei partiti, come consigliato nel documento redatto dai saggi, dove decisiva deve essere "la determinazione dei caratteri minimi degli Statuti che possano rassicurare il cittadino in ordine alla struttura e alle finalità di ciascuno".

Invitando poi il Parlamento a dare vita senza indugio alla formazione dell'Esecutivo, Giorgio Napolitano precisa quindi: "Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto, di mediazioni, intese, alleanze politiche". Intese ed allenze da cui anche il MoVimento 5 Stelle si è sottratto, alimentando quella situazione che ha portato alla necessità di rieleggere alla Presidenza della Repubblica Giorgio Napolitano perché si era arrivati al "rischio ormai incombente di un avvitarsi del Parlamento in seduta comune nell'inconcludenza, nella impotenza ad adempiere al supremo compito costituzionale dell'elezione del Capo dello Stato".

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