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Napolitano a Berlusconi: non firmo decreto su federalismo

Giorgio Napolitano comunica a Silvio Berlusconi di "non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto" sul federalismo. Si attende la reazione della Lega Nord, che forse ora ci ripenserà e vorrà andare di nuovo al voto.

Speranza vana quella del premier Silvio Berlusconi che da Bruxelles, rispondendo alle domande dei giornalisti, aveva auspicato che il Colle non sollevasse problemi sul federalismo, fermato dal voto in Bicameralina ma poi approvato in un Consiglio dei ministri convocato d'urgenza.
Già ieri il vicepresidente della Camera Rosy Bindi sottolineava come "il governo approva un provvedimento viziato nella procedura, dato che non ha tenuto conto dei pareri del Parlamento. La Corte costituzionale può ritenerlo incostituzionale", mentre Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori aggiungeva più tardi che "in un Paese normale quando una proposta di legge non viene approvata, non viene né promulgata né emanata. Invece in Italia assistiamo anche a questo abuso che non è un semplice atto, ma un golpe".
Ma mentre Bossi questa mattina faceva intendere che, andando avanti comunque col federalismo, il rischio di elezioni anticipate era ormai scongiurato, arriva lo stop definitivo del Quirinale.
Giorgio Napolitano ha infatti inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio specificando che "non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione" del decreto sul federalismo "non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega, previsto dai commi 3 e 4 dall'art. 2 della legge n. 42 del 2009, che sanciscono l'obbligo di rendere comunicazioni alle Camere, prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari".
Per questo motivo il Capo dello Stato comunica al premier di "non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal governo".
In poche parole, Napolitano ha spiegato al governo che non firmerà il decreto, e quindi di interrompere l'iter della sua presentazione al Quirinale. Ora bisognerà attendere le reazioni sia del governo ma anche e soprattutto della Lega, che forse ci ripenserà e vorrà andare al voto.

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