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Napolitano Libia: non possiamo sottrarci a responsabilità. Quali?

Giorgio Napolitano afferma che in merito alla crisi libica l'Italia non può sottrarsi alle sue "responsabilità". Ma quali sarebbero? Aver stretto un "Trattato di Amicizia" con un dittatore? O forse, come spiega Emergency, non aver "fatto nulla" per prevenire la guerra?

Giorgio Napolitano, dall'Università dell'Insubria di Varese, ha commentato l'intervento dell'Italia nel conflitto libico, forse parlando non solo come Capo dello Stato ma anche come Presidente del Consiglio supremo della Difesa, spiegando che, in merito alla vicenda e alla gestione del flusso migratorio proveniente dal Maghreb, avrebbe infatti dato il suo "doveroso contributo per una linea di condotta" che ritiene essere "sia corretta" che "la sola che possiamo tenere in questo momento".
Giorgio Napolitano, infatti, sostiene che nonostante ogni "preoccupazione" sia del tutto legittima, l'Italia "è un Paese importante, membro importante della Comunità internazionale e della Alleanza atlantica e non può non dare il proprio contributo alla soluzione della crisi libica e alla riaffermazione del diritto di quei popoli che sono in una fase storica particolare e che cercano di veder riconosciuta la loro sete di libertà e giustizia" spiegando infine che il nostro Paese non può sottrarsi alle sue "responsabilità".
Ma quali sono le nostre "responsabilità"? Forse quella di aver stretto un "Trattato di Amicizia" con un dittatore? O forse, come spiega Emergency, non aver "fatto nulla" per prevenire una guerra che ora viene da molti definita come "inevitabile"? "Se i governanti si impegnassero a costruire rapporti di rispetto, di equità, di solidarietà reciproca tra i popoli e gli Stati, se perseguissero politiche di disarmo e di dialogo - spiega infatti in una nota Emergency - le situazioni di crisi potrebbero essere risolte escludendo il ricorso alla forza". E sempre Emergency ricorda poi che nel caso della Libia tutto questo non è stato fatto visto che "i nostri governanti, gli stessi che ora indicano la guerra come necessità, fino a poche settimane fa hanno finanziato, armato e sostenuto il dittatore Gheddafi e le sue continue violazioni dei diritti umani dei propri cittadini e dei migranti che attraversano il Paese".

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