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Medaglia d'Oro per Sandro Usai. Napolitano: è poco. La moglie: lo so

Al Quirinale Giorgio Napolitano ha consegnato alla vedova di Sandro Usai, morto per "salvare cinque persone" durante l'alluvione che si è abbattuta su Monterosso, la Medaglia d'Oro alla memoria. Invitando i giovani ad "organizzarsi", anche con sacrificio.

Durante la cerimonia che si è svolta al Quirinale per la "Giornata nazionale dell'albero", quest'anno dedicata alle vittime della tragica alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha consegnato alla moglie, Elena Gargani, la Medaglia d'oro alla memoria di Sandro Usai, il giovane volontario della Protezione Civile che perse la vita a Monterosso lo scorso 25 ottobre. Elena Gargani racconta che durante la consegna Napolitano le ha detto, consapevole, che quella medaglia d'oro era "poco", tanto che la moglie di Sandro Usai ha semplicemente risposto di saperlo, non riuscendo a trattenere le lacrime. "Volontario di protezione civile, si prodigava nel tentativo di salvare cinque persone rimaste dentro un locale quando l'onda di fango l'ha trascinato via perdendo la vita. Fulgido esempio di altruismo" si legge nella pergamena che accompagna la medaglia, e che Elena Gargani esporrà vicino alle promesse di matrimonio. "Sandro era questo - conferma la moglie di Usai - Generoso e altruista. Un eroe che adesso mi manca". "La sera combatto questo vuoto che ho in casa - confessa infine Elena Gargani - Mi ha fatto molto piacere questo riconoscimento, ma a me non basta. A me manca lui". Durante la cerimonia al Quirinale, Giorgio Napolitano ha reso omaggio a tutti i volontari, ricordando come questi siano "una grande risorsa dell'Italia, una nostra tradizione", e ricordando Sandro Usai ha sottolineato come il Paese deve "prevenire i disastri guardando lontano, e poi contare sui giovani, sulle loro energie, sul loro slancio, sulla loro capacità di essere solidali e anche di correre rischi e sacrificarsi". Il Presidente della Repubblica ha invitato quindi a "pensare alle energie rinnovabili che non provocano sfruttamento, non provocano danni all'ambiente o non hanno costi insopportabili" precisando che "qui si deve realizzare il massimo di cooperazione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica, capacità di investire in modo giusto e, nello stesso tempo, capacità di formare i cittadini al rispetto di questi valori e all'utilizzazione migliore di queste risorse". Napolitano ha inoltro esortato i giovani studenti che hanno partecipato all'incontro, che gli domandavano come "promuovere, tra i coetanei ma anche tra gli adulti, il rispetto dell'ambiente e delle regole", ad "organizzarsi". "Organizzatevi, se mi permettete, non soltanto per protestare contro quello che non va nella scuola, contro quello che non va nell'Università, a mano a mano che ci arrivate - ha spiegato Napolitano ai ragazzi - Organizzatevi per fare delle proposte, per sollecitare delle scelte, per indicare delle necessità che sono vitali per lo sviluppo del Paese". Il problema, potrebbe sottolineare qualcuno, è che in Italia le proposte e i progetti dei giovani non vengono mai ascoltate a causa troppo spesso del muro di gomma della gerontocrazia, che fa diventare vecchie anche le idee più nuove.

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