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Marò in India, Napolitano: "tenace sforzo per riportarli a casa"

In occasione della Giornata della Forze Armate un riflettore si è acceso di nuovo sulla detenzione in India dei due Marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano La Torre. Solidarietà anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Dopo che il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, il 3 novembre diceva a Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, i due Marò italiani in collegamento audio video dall'India "vi siamo vicini e continueremo ad esserlo fino alla giusta soluzione del vostro caso, il riconoscimento da parte della Corte Suprema indiana ad essere giudicati in Italia", il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 4 novembre, nella Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate esprimeva tutta la sua solidarietà ai militari impegnati all'estero. Il Capo dello Stato in occasione della cerimonia al Quirinale, dove ha consegnato onorificenze dell'Ordine Militare d'Italia "a militari che si sono distinti per capacità professionali, senso di responsabilità ed abnegazione nello svolgimento di attività operative" ha infatti rinnovato "il suo "riconoscente apprezzamento e quello di tutti gli italiani agli oltre seimila militari attualmente impegnati nei diversi teatri di crisi, dall'Afghanistan, al Medio Oriente, ai Balcani, per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali e contribuire alla ricostituzione delle istituzioni locali e all'assistenza delle popolazioni". Il presidente della Repubblica Napolitano si è rivolto in particolare ai due Marò detenuti a Kochi, in India: "A quei giovani manifestiamo la nostra vicinanza e la nostra gratitudine, con particolare affetto e ansietà per quelli tra loro che si vedono ancora privati della libertà - parlo dei nostri Marò detenuti in India - a causa di un'insufficiente garanzia di tutela dell'impegno esplicato nella missione internazionale contro la pirateria nell'Oceano Indiano. Continueremo a compiere ogni tenace sforzo per riportarli a casa". Il 25 ottobre i Marò affidavano una risposta scritta alla Lettera pastorale dell'Ordinariato Militare per l'Anno della Fede inviatagli da Mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia. E' stato lo stesso Mons. Pelvi a Radio Vaticana a leggere la risposta dei due militari: "Vogliamo continuare a credere in Gesù. Ci manca la forza, però con un pizzico di serenità non vogliamo demordere. Veniamo ingiustamente trattenuti, ma noi due preghiamo insieme perché Dio faccia sì che il mondo ami i bambini e ami coloro che sono nel dolore".

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