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M5S: amnistia? E' per salvare Berlusconi. Napolitano: hanno un pensiero fisso

Giorgio Napolitano invia il suo primo messaggio alle Camere sulla drammatica situazione in cui versano le carceri italiane, e propone al Parlamento un indulto e una amnistia. Subito piovono le critiche da parte del MoVimento 5 Stelle che vedono nell'amnistia un modo per salvare il Silvio Berlusconi. Il Capo dello Stato replica: "Hanno un pensiero fisso e se ne fregano degli altri problemi del Paese della gente".

Martedì 8 ottobre Giorgio Napolitano ha inviato il suo primo messaggio alle Camere, tanto da precisare prima di tutto: "Se mi sono risolto a ricorrere ora alla facoltà di cui al secondo comma dell'articolo 87 della Carta, è per porre a voi con la massima determinazione e concretezza una questione scottante, da affrontare in tempi stretti nei suoi termini specifici e nella sua più complessiva valenza". Ciò di cui sta parlando il Capo dello Stato è infatti "la drammatica questione carceraria" in Italia, al centro anche del recente "pronunciamento della Corte europea dei diritti dell'uomo" che "con la sentenza - approvata l'8 gennaio 2013 secondo la procedura della sentenza pilota - (Torreggiani e altri sei ricorrenti contro l'Italia), ha accertato, nei casi esaminati, la violazione dell'art. 3 della Convenzione europea che, sotto la rubrica 'proibizione della tortura', pone il divieto di pene e di trattamenti disumani o degradanti a causa della situazione di sovraffollamento carcerario in cui i ricorrenti si sono trovati". Nel corso del lungo messaggio alle Camere, Giorgio Napolitano invita quindi il Parlamento a trovare "rimedi straordinari" al problema, visto che "il termine fissato dalla sentenza 'Torreggiani' scadrà il 28 maggio 2014". Ecco quindi che il Presidente della Repubblica propone come "prima misura l'indulto", a cui potrebbe aggiungersi "una amnistia".

Al termine del messaggio, cominciano però a piovere su Giorgio Napolitano le critiche da parte di alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle, prime tra tutte quelle di Riccardo Nuti, capogruppo uscente a Montecitorio dei pentastellati che afferma come le parole del Quirinale sono "il primo passo verso l'amnistia a Berlusconi con la scusa di risolvere il sovraffollamento delle carceri". Dal profilo Twitter di Riccardo Fracaro, deputato M5S, si legge per esempio invece "Napolitano è sotto ricatto del Pdl, proponendo l'indulto o peggio l'amnistia diventa il padrino di un salvacondotto per Berlusconi" mentre a sintetizzare il pensiero grillino è il cinguettio del gruppo M5S alla Camera: "E con viva e vibrante soddisfazione...#napolitanocrazia. L'amnistia di Napolitano per salvare il Caimano". La reazione di Napolitano non si fa attendere, e rispondendo da Cracovia ai giornalisti che gli domandavano un commento in merito alle critiche sollevate dal MoVimento 5 Stelle tuona: "Coloro i quali pongono la questione in questi termini vuol dire che sanno pensare a una sola cosa; hanno un pensiero fisso e se ne fregano degli altri problemi del Paese della gente".

A questo punto, arrivano le repliche da vari esponenti pentastellati, con il deputato e vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio che afferma: "E' lui che se ne frega...delle opposizioni" visto che "da arbitro è sceso in campo ed oggi ha finalmente indossato la fascia di capitano delle larghe intese". Anche il capogruppo M5S alla Camera Alessio Villarosa sottolinea come orami "Napolitano non è più il presidente di tutti, ma il garante di un sistema politico che ha portato al disastro il nostro Paese" mentre per Roberta Lombardi il Capo dello Stato "blatera di problemi della gente. Che sono la casa, il lavoro, la salute e non l'impunità della casta", ricordando come il MoVimento 5 Stelle abbia "presentato da mesi piano carceri immediato". Sul blog di Beppe Grillo appare infatti oggi un post a firma del M5S Camera e Senato dove si precisa: "Il MoVimento 5 Stelle ha a cuore i cittadini, i diritti umani ed il rispetto delle leggi. E' con le nostre proposte, già depositate e avanzate in questi mesi, che risponderemo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri ha violato il suo ruolo di arbitro super-partes attaccando in maniera ingiustificata il M5S". Alle preoccupazioni dei grillini che vedono già nell'amnistia un "salvacondotto" per Silvio Berlusconi, risponde anche il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, ricordando come sul tema "decide il Parlamento e decide anche quali reati toccare. - aggiungendo - Non è mai successo che toccasse reati finanziari".

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