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8 settembre: Roma celebra la Resistenza tra le scritte fasciste

Oggi cade la ricorrenza dell'annuncio dell'armistizio di Cassibile, data ricordata come l'inizio della Resistenza. Giorgio Napolitano ricorda i caduti partigiani, ma Roma è invasa da scritte fasciste mai coperte.

Oggi cade la ricorrenza dell'annuncio dell'armistizio di Cassibile annunciato dal maresciallo Badaglio, capo del governo, alle ore 19.42 dai microfoni dell'EIAR. Per tutti l'8 settembre sarà ricordata come la data dell'inizio della Resistenza, anche se già da anni uomini e donne lottavano tra i pericoli per cercare di liberare il Paese dalla morsa fascista. L'armistizio, infatti, fu annunciato senza spiegare esattamente cosa comportasse, lasciando l'Italia e le forze armate in uno stato confusionale che generò la facile reazione degli ex alleati nazisti, che occuparono facilmente e brutalmente praticamente tutta la penisola.
Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano celebra tale ricorrenza scoprendo una targa presso il Parco della Resistenza di Roma in ricordo di tutte quelle donne che in quei giorni hanno sacrificato la vita pur di combattere in quello che speravano: una Italia finalmente libera da ogni dittatura.
Napolitano depone anche due corone davanti alle lapidi che ricordano i caduti civili e militari della Resistenza durante la difesa di Roma.
"Mi pare che il significato di queste manifestazioni sia del tutto evidente e sempre attuale", dice Giorgio Napolitano a Porta San Paolo dove è stata allestita una mostra fotografica che racconta la difesa di Roma, da parte dei partigiani e non solo, quando fu occupata dai nazisti.
Ma a parte tali manifestazioni organizzate in occasione delle ricorrenze, sembra che Roma nella quotidianità si sia scordata di ciò che ha passato durante l'occupazione tedesca, culminata nell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Oggi Roma, che celebra la Resistenza e i partigiani, è invasa da scritte fasciste, spesso ad opera del gruppo Militia che le firma in calce. Sui muri di mezza Roma si possono leggere frasi tipo: "Onore ai camerati caduti", "Viva il fascismo" e "25 aprile lutto nazionale", ma ciò che è più vergognoso è il fatto che tali scritte, vera apologia del fascismo, non vengono quasi mai coperte o cancellate, e alcune di esse sono mesi che troneggiano in determinate vie della Capitale, tra l'indifferenza dei cittadini e del Comune di Roma.

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