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Meloni si candida: "il simbolo di Roma una lupa che allatta due gemelli"

"Dopo una attenta e ragionata riflessione ho deciso di correre per la carica di Sindaco di Roma" annuncia Giorgia Meloni, replicando anche a Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso che l'avevano invitata a "fare la mamma", ricordando: "Roma ha come simbolo una lupa che allatta due gemelli". La Meloni per il momento è appoggiata solo dalla Lega Nord, mentre corre da solo Francesco Storace.

"Dopo una attenta e ragionata riflessione ho deciso di correre per la carica di Sindaco di Roma" annuncia Giorgia Meloni davanti alla folla che si era radunata al Pantheon per il suo comizio. La leader di Fratelli d'Italia ha sciolto ogni riserva e sfida apertamente Guido Bertolaso (e Silvio Berlusconi) nella corsa al Campidoglio. "La mia è una scelta d'amore per restituire dignità a Roma e ridare ai romani l'orgoglio di dire 'civis romanus suum': sono cittadino romano" afferma la Meloni, sottolineando inoltre che nessun uomo può dire ad una donna cosa fare o non fare quando è incinta anche perché "Roma ha come simbolo una lupa che allatta due gemelli", replicando alle dichiarazioni di Bertolaso e Berlusconi che aveano invitato l'ex ministro a "fare la mamma" e non il primo cittadino. "Sono qui per unire e non per dividere, ma soprattutto sono qui per vincere" assicura Giorgia Meloni, anche se per il momento nel centrodestra ha l'appoggio solo della Lega Nord di Matteo Salvini.
Guido Bertolaso conferma di "andare avanti come mi avevano chiesto due mesi fa", e all'epoca a chiederglielo c'erano anche Salvini e la Meloni. Spostato più a destra rimane Francesco Storace che non sembra avere intenzione di appoggiare Giorgia Meloni ma di voler proseguire per la sua strada. Solo ieri su Facebook, quando la candidatura della Meloni non era ancora ufficiale, Storace infatti osservava che Fratelli d'Italia, in un questionario proposto agli iscritti attraverso la mailing list, chiedeva un'opinione su un eventuale sostegno a Alfio Marchini ma non al leader de La Destra. "Si propone ai propri iscritti anche l'ipotesi di quello che era stato dipinto come Marxini, l'affarista, il nemico, ma non chi, come me, ha avuto nella destra italiana un ruolo di primo piano, pur essendo stato in Parlamento e al governo per meno tempo della Meloni. - si sfoga Francesco Storace - Sono davvero amareggiato per questo comportamento, finalizzato a scavare fossati. Con una battuta, potremmo definire che per loro l'ingegnere rosso è meglio del Cavaliere nero. E questo spiega come stanno le cose".

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