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Gigi D'Alessio: aggredì fotoreporter, rischia imputazione per rapina

Gigi D'Alessio, per l'aggressione a due fotoreporter avvenuta nel 2007, rischia di essere processato per rapina e non più per lesioni aggravate ed esercizio abusivo delle proprie ragioni. E' la Corte d'Appello ad emettere la nuova ordinanza.

In primo grado Gigi D'Alessio, per l'aggressione a due fotografi avvenuta l'11 gennaio del 2007 fuori dalla sua villa all'Olgiata, fu condannato ad un anno di distanza a 9 mesi di carcere per lesioni aggravate ed esercizio abusivo delle proprie ragioni (stessa pena inferta ad un suo collaboratore che partecipò all'aggressione).
Davanti alla Corte d'Appello il procuratore generale aveva chiesto che la condanna nei confronti del compagno di Anna Tatangelo fosse ridotta a 4 mesi, visto che Gigi D'Alessio in seguito aveva risarcito i due fotografi. Dopo essersi ritirata in camera di consiglio, però, la Corte emette una nuova ordinanza anziché deliberare la sentenza. I giudici, infatti, poiché in primo grado l'aggressione contro i due fotoreporter da parte di Gigi D'Alessio aveva "uno scopo non solo preciso, ma anche preordinato (quello di sottrarre le macchine fotografiche e il relativo contenuto) e che necessitava dell'intervento di più persone", ipotizzano nei confronti del cantante partenopeo il reato di rapina, regolato dall'articolo 628 del Codice Penale e che prefigura una condanna ben più pesante.
"Sorpreso" il legale di Gigi D'Alessio che leggerà "con attenzione l'ordinanza" ma ammette che quella della Corte D'Appello è una decisione che proprio non si aspettava "alla luce anche della remissione della querela da parte di entrambi i fotografi coinvolti nella vicenda".
Il processo è stato aggiornato al 12 dicembre per una nuova discussione delle parti, con la nuova imputazione di rapina.

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