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Buffon: con Benigni ho scoperto che ad essere schiava non è l'Italia

Gigi Buffon ha seguito l'esegesi dell'Inno di Mameli spiegata da Roberto Benigni a Sanremo e rivela di aver colmato una sua lacuna: "Anche io credevo che quello 'schiava di Roma' si riferisse all'Italia, tutte le volte che lo cantavo in nazionale mi rimaneva una perplessità".

Neanche Buffon si perde Sanremo, soprattutto se si esibisce uno dei suoi idoli. Nessun cantante, ma semplicemente lo strepitoso Roberto Benigni che ha incantanto tutti i milioni di spettatori del festival più famoso d'Italia. Gianluigi Buffon, portiere della Juventus e della nazionale italiana, ha voluto sottolineare l'esibizione dell'attore toscano che, nel suo monologo, ha voluto spiegare il significato di alcune frasi dell'inno di Mameli. "Potrebbe essere servito a destarsi e a darci quella piccola scossa necessaria a tirar fuori l'orgoglio necessario quando si mette in dubbio la nostra unità e la nostra identità di italiani - spiega all'Ansa Buffon - una lezione sull'inno da parte di Benigni agli azzurri". E proprio riguardo l'inno, il "portierone" campione del Mondo nel 2006 confessa di aver anch'egli colmato una sua ignoranza: "La lezione mi ha migliorato - ammette - Anche io credevo che quello 'schiava di Roma' si riferisse all'Italia, e tutte le volte che lo cantavo in nazionale mi rimaneva una perplessità: Benigni ci ha spiegato che a esser schiava è la Vittoria, un concetto molto bello".
Riguardo alle parole di Benigni, Buffon spiega con entusiasmo come abbia "detto cose storicamente vere: come italiani ci distinguiamo per spirito artistico, di inventiva e per spirito battagliero quando c'è da lottare. Mi riconosco nel popolo che Benigni ha dipinto. Almeno fino a qualche anno fa, perché ultimamente abbiamo ceduto qualcosa, abbiamo mollato".

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