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Terremoto e tsunami Giappone: video di Fukushima, la spada di Damocle

Terremoto di 7.3 Richter "simile" a quello dell'11 Marzo 2011, quando terremoto e tsunami segnarono la catastrofe nucleare di Fukushima. Allerta tsunami revocata, ma paura per le vasche di combustibile nucleare sopra i reattori atomici distrutti. Il video di Fukushima che trema.

Il Giappone continua a vivere nella paura millenaria dei terremoti e degli tsunami (termine che non a caso è divenuto di uso comune nel mondo prestato dalla lingua giapponese). Una forte scossa (7.3 della scala Richter) ha colpito la costa nord orientale del Sol Levante alle 17.18 locali (erano le 9.18 in Italia) del 7 dicembre 2012, facendo tremare anche i grattacieli di Tokyo. Il terremoto ha avuto il suo epicentro a circa 245 chilometri dalle coste della prefettura di Miyagi ad una profondità di circa 35 chilometri. Alberto Michelini, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha affermato che il terremoto è stato generato da "un meccanismo simile a quello del terremoto dell'11 marzo 2011", spiegando che "è la stessa zona che continua a sviluppare subduzione. A livello generale si può parlare dello stesso meccanismo che ha generato il terremoto di oggi e quello del 2011, con la placca Pacifica che scivola sotto la placca del Nord America".

Fortunatamente la profondità del sisma non ha permesso la formazione di un'onda di maremoto preoccupante, tanto che l'allerta tsunami diramata dopo la scossa di terremoto di magnitudo 7.3 è stata ritirata dall'Agenzia metereologica giapponese. Il bilancio dei danni, da parte della protezione civile giapponese è fortunatamente contenuto. Danni lievi agli edifici, nove feriti e tanta paura nelle prefetture di Miyagi, Iwate, Fukushima, Akita e Aomori dove è stato ordinato alla popolazione di rufugiarsi in zone più alte. Dopo l'annuncio però la rassicurante tecnologia giapponese ha fatto cilecca, con i centralini telefonici intasati che non hanno più funzionato, alimentando ancor di più il panico. Si è pensato ad un nuovo 11 Marzo 2011, il terremoto-tsunami che segnò il destino dell'impianto nucleare di Fukushima Daiichi. Secondo le autorità il nuovo terremoto non ha danneggiato le centrali nucleari giapponesi, anche se, come si vede dal video pubblicato su Youtube, il complesso nucleare di Fukushima I ha tremato paurosamente .

Anche se il mondo sembra essersi dimenticato del disastro nucleare di Fukushima e delle sue conseguenze sulla popolazione giapponese e mondiale, il pericolo che ci possa essere una nuova emergenza nucleare a Fukushima Daiichi, con danni apocalittici al Sol Levante (e ovviamente con pesanti conseguenze planetarie) non è purtroppo da escludere. Un lavoratore di Fukushima, come riporta il blogger Iori Mochizuki direttamente dal Giappone, ha twittato il seguente messaggio: "Non c'è alcun problema con le apparecchiature importanti a Fukushima in questo momento. Recentemente un sacco di rilevatori di perdite sono stati installati ma non hanno rilevato alcun problema. Se non c'è emergenza, indagini dettagliate saranno condotte domani quando ci sarà più luce". Quello che preoccupa i giapponesi e gli esperti di tutto il mondo sono infatti alcune "piscine" in cui sono stoccate le barre di combustibile, sia esaurito che "nuovo". Terrorizzano la popolazione giapponese la vasca del reattore 3 di Fukushima (contenente 566 barre di combustibile; 514 usati e 52 nuovi) e la vasca del reattore 4. Le due piscine sono collocate al quinto piano dei rispettivi reattori e sono danneggiate se non "pericolanti".

Come riportava Naoko Okada dal suo blog "secondo Robert Alvarez del think tank a Washington, Institute for Policy Studies ed esperto dei problemi dei combustibili usati, la vasca del reattore 4 contiene 10 volte più della quantità del cesio 137 emanata dall'incidente di Cernobyl. Shunsuke Kondo, presidente del Comitato dell'Energia Atomica aveva calcolato gli eventuali rischi connessi al crollo del reattore 4: «Contaminerà un'area 10 volte più vasta di quella contaminata dall'incidente dell'anno scorso, e 30 milioni di persone intorno alla capitale subiranno danni»".
Naoko Okada nel suo post del 30 settembre quindi si chiedeva: "In Giappone lo chiamiamo 'Jenga', come il gioco in cui si fa crollare una torre composta da diversi pezzi. Ora abbiamo scoperto che c'è un altro Jenga, siamo davanti a un bivio: arriverà prima la scossa di assestamento che farà crollare la vasca, o riusciremo prima a tirarne fuori i combustibili? E, nel secondo caso, dove li metteranno? Al momento, i combustibili usati sono conservati all'interno dello stabilimento della centrale, proprio perché non si sa dove poterli sistemare". Ecco che una scossa è arrivata ma, fortunatamente, pare che anche questa volta il buon Dio misericordioso abbia risparmiato il Giappone e tutto il pianeta da una nuova tragica contaminazione nucleare.

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