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Hiroo Onoda termina la sua guerra: muore "l'ultimo giapponese" che non si arrese alla pace

Nel 1984 Hiroo Onoda scrisse il libro bestseller "Non mi arrendo", dove racconta la sua storia nella giungla sull'isola filippina di Lubang, dove venne arrestato nel 1974 perché non credeva che la Seconda Guerra Mondiale fosse finita, ormai da 30 anni. Hiroo Onoda rappresentava "l'ultimo giapponese", anche se in realtà si arrese "alla pace" 7 mesi prima di Teruo Nakamura, l'ultimo dei soldati fantasma giapponesi.

Muore a 91 anni Hiroo Onoda, "l'ultimo giapponese". Hiroo Onoda fu un ex soldato giapponese della Seconda Guerra Mondiale che venne arrestato nella giungla sull'isola filippina di Lubang nel 1974, a 30 anni dalla fine del conflitto, perché si rifiutava di credere che la guerra fosse finita. In realtà, Hiroo Onoda si "arrese" alla pace 7 mesi prima di Teruo Nakamura, particolare che fa di lui l'ultimo dei soldati fantasma giapponesi della Seconda guerra mondiale. Teruo Nakamura è però morto 5 anni dopo l'arresto avvenuto in Indonesia, nel 1976. Hiroo Onoda, una volta rientrato in patria, venne accolto con tutti gli onori dal Governo ma ebbe molta difficoltà ad ambientarsi tanto che poco dopo emigrò in Brasile e nel 1976 si sposò in Sudamerica, dove insegnò anche quelle "tecniche di sopravvivenza" imparate nel corso di decenni passati a combattere "la sua guerra". Nel 1984 Hiroo Onoda tornò in Giappone per fondare la scuola per bambini Shizen Juku Onoda ("Scuola Naturale Onoda"), mentre alla fine del XX secolo "l'ultimo giapponese" scrisse il libro bestseller "Non mi arrendo" (No Surrender: My Thirty-Year War).

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