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Giappone: "Nucleare essenziale" dice Ministro, ma il popolo dice NO

Il Governo giapponese conferma la via giapponese al "nucleare" ma i giapponesi "sognano l'Italia" e il suo referendum per sbarazzarsi dall'energia atomica. Secondo un quotidiano giapponese il 74 per cento della popolazione vuole uscire dall'atomo in favore delle rinnovabili.

Ciò che sta succedendo in Giappone, nell'impianto nucleare di Fukushima, verrà ricordato nei secoli, proprio come le orrende ed inumane bombe di Hiroshima e Nagasaki. Milioni di persone in Giappone ed in tutto il mondo ricorderanno quando la "hubris" tecnologica dell'uomo fu punita, in pochi minuti, dalla "nemesis" della Natura. Fukushima continua a tutt'oggi ad essere un "altoforno" che sputa nell'aria radiazioni che vanno a finire su tutto il Giappone (animazione http://is.gd/oApbRU e video di TEPCO youtube.com/watch?v=dxzBKBKPLRg) e ovviamente in tutto il mondo. Come dice l'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants), "La terra non ha uscite di emergenza". Intanto insieme alle radiazioni che finiscono, come nelle peggiori guerre, in mare, in cielo e in terra, anche il silenzio diventa la "procedura operativa standard" di questa "apocalisse nucleare" (come l'ha definita Guenther Oettinger, commissario europeo per l'energia). I modelli matematici dell'emisfero nord, che mostravano come le radiazioni si "spandevano" anche in Europa, sono diventate ormai rarissime o sono state sospese (vedi ad esempio Eurad http://is.gd/gv09JB), ed in effetti sembra che tutte le "previsioni del tempo radioattivo" siano cessate. Ecco perché, ancora una volta, è di fondamentale importanza sostenere l'appello del CRIIRAD ("Nube radioattiva da Fukushima? E' segreto di Stato, denuncia CRIIRAD" http://is.gd/A7QHGv) per avere a disposizione dei cittadini e delle organizzazioni indipendenti i veri dati del fallout radioattivo. In Giappone la situazione è sempre più grave e gli stessi giapponesi vivono in una condizione d'angoscia notevole, tanto da far scrivere a Naoko Okada, dal suo blog (per XL La Repubblica) da Kyoto: "nella terra dove vivo sono preoccupata da giorni, non so quali comportamenti dobbiamo adottare, ora che abbiamo saputo che di tutto quello che credevamo fosse fatto seguendo la buona volontà, dalle autorità, persino dalla Croce Rossa, non possiamo fidarci" (http://is.gd/5O2k5P). Non a caso il dramma che sta vivendo oggi il Giappone è il progressivo "scollamento" tra la politica, che ancora dice "avanti tutta con il nucleare" (ricordando certe dichiarazioni pre-referendum dei politici nostrani), e il popolo che incomincia ad averne abbastanza di radiazioni e di futuri nuovi "hibakusha". Così il ministro dell'Industria Banri Kaieda ha dichiarato che farà "tutto il possibile" perché i reattori nucleari giapponesi riprendano il loro regolare funzionamento e che il nucleare "rimarrà una fonte di energia di base per la generazione di energia elettrica del Giappone". Ma il popolo giapponese, invece, incomincia a sognare il referendum, proprio come quello italiano, che sta portando in tutto il mondo un nuovo "entusiasmo democratico" quale strumento per liberarsi dell'atomo in Paesi "nuclearisti" come la Francia e, appunto, il Giappone. Mentre il governo di Naoto Kan continua a "spingere" sul nucleare, il 74% dei giapponesi, secondo un sondaggio del quotidiano Asahi Shimbun, vogliono uscire dall'atomo dopo un periodo di "transizione", contro un 14 per cento che si oppone. I giapponesi, secondo il sondaggio, sono favorevoli per il 64% alle energie rinnovabili come il solare e l'eolico per rimpiazzare l'energia nucleare. Il Giappone sogna l'Italia quindi e lo si può chiaramente avvertire leggendo ancora qualche riga dal blog di Naoko Okada che, sulle pagine di XL, scrive riguardo al referendum italiano del 12 e 13 giugno: "Sono troppo emozionata. Stanotte (la notte di domenica) ho fatto la nottata, guardando le percentuali dell'affluenza al referendum in Italia aumentare incessantemente mi era passsato il sonno. Stasera ero attaccata al PC, superato il quorum aspettando il risultato con il fiato sospeso mi veniva la pelle d'oca, guardando i miei amici esercitare il potere della democrazia. Sento che i miei affanni di questi mesi sono stati ripagati, almeno da questa parte, nella terra che amo. Una rivoluzione meravigliosa, i numeri schiaccianti del 'sì' sono da brividi".

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