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Gianni Morandi: durante Bologna-Napoli fischi su note Caruso di Lucio Dalla

Gianni Morandi denuncia su Facebook come prima dell'inizio della partita Bologna-Napoli "sono comparsi striscioni intollerabili contro la squadra e la città di Napoli e mentre le note di Caruso con la voce di Lucio Dalla risuonavano nell'aria, una parte della curva dei tifosi rossoblu ha cominciato a fischiare". Gianni Morandi quindi conclude: "Essere il presidente onorario non mi piace più".

Gianni Morandi, domenica 29 gennaio scriveva su Facebook: "Oggi a Bologna arriveranno migliaia di napoletani allo stadio Dallara, per seguire la partita BOLOGNA-NAPOLI. Poco prima dell'inizio saranno diffuse dagli altoparlanti le note di 'Caruso', con la voce di Lucio Dalla. Un gesto di distensione prima della gara, ricordando la simpatia e il legame che Lucio aveva con Napoli, con Sorrento e con la canzone napoletana. Poi la parola al campo e vinca il migliore". Purtroppo, però, la distensione auspicata da Gianni Morandi è durata il tempo di un post, visto che questa mattina il cantante, nonché presidente onorario del Bologna calcio, sottolinea: "Ieri allo Stadio di Bologna è successo qualcosa di inqualificabile e di cui mi sono vergognato. Prima dell'inizio della partita sono comparsi striscioni intollerabili contro la squadra e la città di Napoli e mentre le note di CARUSO con la voce di Lucio risuonavano nell'aria, una parte della curva dei tifosi rossoblu ha cominciato a fischiare. Non credevo che il tifo fosse degenerato a questo punto. Sono lontani i tempi quando lo Stadio di Bologna veniva preso ad esempio per la civiltà e la sportività del pubblico presente, che sapeva addirittura applaudire la squadra avversaria quando giocava meglio della nostra. Non so quanti fossero ieri quegli incivili, capaci di un simile comportamento, razzista ed offensivo. Spero fossero pochi, ma certamente io non mi riconosco in loro, che oltraggiano la figura di Lucio e insultano gli avversari con questa maleducazione deficiente". Gianni Morandi quindi conclude: "Essere il presidente onorario, anche se è una carica simbolica e forse inutile, non mi piace più".

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