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Roma, bilancio votato. Alemanno: ostruzionismo dà voti a Beppe Grillo

Il bilancio di previsione 2012 di Roma Capitale è stato votato, ed approvato, dopo mesi di ritardo, tanto che il 25 novembre sarebbe scattato, in caso contrario, il commissariamento del Comune. L'ooposizione chiede però le dimissioni di Alemanno, che replica: ostruzionismo ha fatto un regalo al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

Il 25 novembre sarebbe scattata la procedura di commissariamento per Roma Capitale, a causa della mancata approvazione del bilancio di previsione 2012. Dopo mesi di ritardo, il Comune di Roma ha invece ieri raggiunto l'obiettivo, e con 34 voti favorevoli, 20 contrari e 1 astenuto vara finalmente il principale documento finanziario dell'Amministrazione capitolina, che comprede una manovra che ammonta a circa 10 miliardi di euro (5 miliardi 242 milioni circa per la parte corrente e oltre 5 miliardi per il piano investimenti, da finanziare in parte con risorse private). La manovra, spiega il Campidoglio, "riflette gli effetti della più imponente manovra restrittiva governativa mai attuata sugli enti locali" che prevede il taglio del 40% sui trasferimenti ai Comuni tra 2008 e 2012 e la forte riduzione dei margini d'investimento per effetto del patto di stabilità. Il tutto, continua il Comune di Roma, "in un contesto di pesante recessione economica con una contrazione del Pil del 6% circa". Per ristabilire l'equilibrio finanziario la manovra fa leva sull'IMU, fissando l'aliquota al 5 per mille per le prime case e al 10,6 per seconde case e altri tipi di fabbricati, che porterà nelle casse della Capitale circa 614 milioni di euro. Il Campidoglio promette poi "la costituzione di una task force" per combattere l'evasione fiscale attraverso strumenti più incisivi. L'opposizione però non è soddisfatta, con Marco Miccoli, segretario romano del PD, che attacca: "Un bilancio di previsione approvato con ben 11 mesi di ritardo mentre la città è allo stremo. Se Alemanno fosse una persona seria, invece di fare comunicati inutilmente trionfalistici, dovrebbe proprio oggi prendere atto di questo suo nuovo ennesimo fallimento e dimettersi. Ma siamo sicuri che non lo farà e continuerà ancora per qualche mese, con la sua maggioranza sempre più allo sbando, ad affossare Roma". Una "manovra non in grado di rispondere alla crisi e alle esigenze di sostegno per le famiglie e di sviluppo per le imprese romane" aggiunge anche il capogruppo capitolino del Partito Democratico Umberto Marroni. Il sindaco Gianni Alemanno risponde però alle polemiche affermando che "con pazienza e tenacia" si è riusciti a portare "la città fuori da un vicolo cieco". Per Gianni Alemanno, infatti, "con l'ostruzionismo fatto in aula, che ha portato al via libera alla manovra dopo sette mesi, l'opposizione ha fatto un regalo all'antipolitica e al Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo. Il sindaco di Roma sottolinea infatti che "dando l'immagine di un'istituzione bloccata, si regalano voti al Movimento 5 Stelle o all'astensionismo", e promette: "Ad un certo punto i falchi dell'opposizione hanno anche cullato il sogno di farmi dimettere e che arrivasse un commissario. Io completerò il mandato, ma spero non siano mesi di stallo per questioni di campagna elettorale".

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