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Alemanno: a Roma stop cortei per un mese. Anche quello della Fiom

Dopo che Roma è rimasta in "ostaggio" per un intero pomeriggio da un gruppo di violenti che hanno anche impedito agli "indignati" di manifestare liberamente, Giorgio Alemanno decide di vietare per un mese i cortei a Roma. Compreso quello richiesto dalla Fiom.

Sabato 15 ottobre qualcosa non ha funzionato a Roma, e circa 3000 persone, come sostiene Roberto Maroni, hanno messo a ferro e fuoco la Capitale. Il ministro dell'Interno lo chiama un atto di "terrorismo urbano", e il risultato, oltre all'idea di adottare una "strategia repressiva" per le prossime manifestazioni, è stato quello di vietare per un mese i cortei a Roma, come ha stabilito il sindaco Gianni Alemanno. "Dopo la devastazione di sabato è necessaria una moratoria in attesa che il governo vari nuove regole nazionali per le manifestazioni" spiega infatti Alemanno, lasciando a disposizione dei cittadini 7 aree (piazza Bocca della Verità, piazza Santi Apostoli, piazza della Repubblica, Circo Massimo, piazza Farnese, piazza San Giovanni, piazza del Popolo e davanti alle sedi istituzionali secondo le prescrizioni della Questura), dove potranno avere luogo solo sit-in. "Quest'ordinanza non nega alcun diritto - precisa Alemanno - Chi vuole manifestare potrà farlo ma in modo stanziale". Non la pensa allo stesso modo Susanna Camusso della CGIL che, pur ribadendo "la condanna radicale di tutti gli episodi di violenza" sottolinea come questo sia un "provvedimento sbagliato, da ritirare" perché "impedire una manifestazione è la strada meno efficace per contrastare" i disordini. La prima manifestazione che viene colpita da questa ordinanza è quella della Fiom in programma il 21 ottobre, anche se la richiesta per un corteo era già stata respinta dalla Questura. Maurizio Landini, segretario del sindacato metalmeccanici della CGIL, precisa però come per la Fiom sia "necessario sfilare, a maggior ragione dopo quello che è successo sabato", spiegando di essere "in grado di garantire manifestazioni democratiche". A saltare sarebbe però anche un corteo di Forza Nuova e persino del Vicariato, che ha chiesto l'autorizzazione per una processione in programma il 22 ottobre prossimo da San Pietro a San Giovanni. "Il diritto di manifestare va mantenuto" sostiene ancora Giorgio Airaudo della Fiom e, come pensano già in molti anche in Rete, non può essere limitato a causa di possibili azioni violente da parte di qualcuno, che forse potrebbero essere maggiormente contrastate investendo, e non continuando a tagliare, sulla sicurezza, come denuncia anche la polizia che ha ieri manifestato davanti Montecitorio.

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