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Gianfranco Fini, FLI: Ne valeva la pena? Sì, è questione di dignità

Per Gianfranco Fini questi mesi di difficoltà, sue e di FLI, sono una "traversata nel deserto a piedi" e su chi se ne è andato non risparmia la considerazione "Un delirio: frutto di allucinazione collettiva, o di malafede". E ricorda che ora "è una questione di dignità".

Non c'è giorno che i telegiornali, volenti o nolenti (ma più volenti) cantino il "de profundis" di Fini e di FLI.
Si parla continuamente di "emorragia" inarrestabile, di pericolo scissione, di sfrangiamento, di esperienza finita.
La compravendita dei parlamentari, più volte denunciata non solo dai "superstiti" di FLI, non sembra scandalizzare né la politica né il Paese, quest'ultimo completamente anestetizzato per quanto riguarda la fu "Questione Morale".
Ma Fini non ci sta, e dal sito di Futuro e Libertà continua a parlare con un articolo titolato "Fini: 'Mi sento in battaglia. Fli non parteciperà allo scontro quotidiano tra Berlusconi e anti-Berlusconi' (http://is.gd/imWdcN)", che sembra un intervento direttamente scritto da Fini ed invece è la riproduzione (senza alcuna citazione dell'origine, però) di un articolo dell'Espresso (http://is.gd/L86uiA) firmato da Marco Damilano "Fini rilancia: 'Fli non muore' ".
Gianfranco Fini, in sostanza, nell'intervista prende atto della situazione politica e del momento difficile che attraversa il suo partito con una "calma zen", scrive il giornalista.
L'analisi di "chi se ne va" è laconica: "Un delirio: frutto di allucinazione collettiva, o di malafede", che ricorda un po' il film profetico di Carpenter "Essi Vivono" (http://www.youtube.com/watch?v=h12Y1pwSg60, guardate dal terzo minuto). La realtà infatti è solo una questione di lenti e di filtri, ma lo diceva già Kant.
I toni di Fini, come i leader coscienti della loro missione, si fanno anche biblici: "Una traversata nel deserto a piedi, l'esito è tutt'altro che scontato. In gioco c'è molto di più di un gruppo parlamentare: c'è un progetto politico ambizioso e, banalità, il futuro della persona che anima il progetto".
E come i grandi leader carismatici Fini conosce l'esigenza del silenzio quando dice all'Espresso: "Comunque Fli non vuole partecipare allo scontro quotidiano tra berlusconiani e anti-berlusconiani: sono due facce della stessa medaglia".
Nell'intervista a Marco Damilano si parla di tante altre cose, dal Rubygate all'immunità parlamentare, ma l'affermazione più importante di Fini, dal punto di vista umano, politico e dei valori della "destra", sono sicuramente le ultime righe.
"Ne valeva la pena?, mi sono chiesto spesso - dice Gianfranco Fini - Ma di fronte a quello che vedevo mi sono detto: non è per questo che ho deciso di fare politica da giovane. A quasi sessant'anni non è più una questione politica. E' qualcosa di più profondo: una questione di dignità".

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