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Fini: qualcuno è tornato nel gregge. Del Berlusconi-Scilipoti

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo a Bari alla prima conferenza nazionale di "Generazione Futuro", non si risparmia, rispondendo una volta per tutte ai continui attacchi che in queste ultime settimane Silvio Berlusconi gli ha rivolto.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo a Bari alla prima conferenza nazionale di "Generazione Futuro", i giovani di Futuro e libertà, non si risparmia, rispondendo una volta per tutte ai continui attacchi che in queste ultime settimane Silvio Berlusconi gli ha rivolto, facendolo passare per colui (insieme a Casini) che avrebbe bloccato le riforme che starebbe portando avanti ora il premier. "Con tutti i problemi che ha sul tavolo e che deve affrontare in quanto presidente del Consiglio, l'onorevole Berlusconi non perde occasione per dare prova dell'autentica ossessione che ha nei nostri confronti" afferma dal palco, ricordando poi che "a Milano fummo facili e buoni profeti. E' stata una camminata difficile, lunga, faticosa, per certi aspetti in salita, contraddistinta, e forse non poteva essere altrimenti, da qualche titubanza. Qualcuno, ovviamente, all'interno del Parlamento, è tornato da dove era partito. Qualcuno che a Milano c'era, adesso è tornato nel gregge, belante". "Probabilmente qualcuno è così impaurito dall'idea di non essere domani nuovamente deputato, da essere persino pronto a dire che il Governo Berlusconi-Scilipoti è un governo che va sostenuto - affonda ancora Fini - Oppure qualche altro collega deputato è sempre macerato dal dubbio, in perenne mal di pancia. Dà quasi l'impressione di andare avanti però con la testa rivolta indietro". Anche sul tema immigrazione Gianfranco Fini non è tenero con il governo affermando che non può essere "credibile" se solo "fino a ieri, per il volere della Lega, manifestava scetticismo e diffidenza verso l'Europa". Il leader di Fli parla anche di precariato e precari, anche perché di fronte ad una platea di giovani, sottolineando ancora come "Berlusconi non ha dedicato una sola parola a questo tema e ha parlato solo di questa caricatura del garantismo che intende lui e che non è quello in cui tutti si devono riconoscere" e cioè, conclude, "mai più un colpevole condannato".
Fini, però, in mezzo a tale scontro politico, pensa già alle prossime elezioni, affermando che Futuro e libertà guarda a "quel 30-35% di italiani che non vogliono più votare, è lì che per noi c'è uno spazio enorme", ribadendo i valori di quel centrodestra "presi a caricatura da ciò che ogni giorno fa il Governo".

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