le notizie che fanno testo, dal 2010

Fini: non voto per conflitto attribuzione. Il "filtro" non filtra?

Il voto di Gianfranco Fini sul conflitto di attribuzioni fra i poteri dello Stato sul caso Ruby è determinante, ma a "Porta a Porta" Fini rivela: "Tutti sanno che il presidente non vota". Il "filtro" dell'Ufficio di presidenza della Camera, quindi, sembra avere una maglia in meno.

Il 1 marzo la maggioranza ha chiesto al Presidente della Camera Gianfranco Fini di sollevare il conflitto di attribuzioni fra i poteri dello Stato, davanti alla Corte Costituzionale, in relazione al processo sul caso Ruby (Ruby: conflitto attribuzione. La patata bollente passa a Fini - http://tinyurl.com/6dcxrk6). A decidere se investire o meno la Giunta, e poi l'Aula, della richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione sarà l'Ufficio di presidenza della Camera, e quindi determinante risulterà il voto di Fini. Che però, durante la registrazione di "Porta a Porta" rivela a Bruno Vespa che, come consuetudine, non voterà.
"Il mio parere personale non sarà espresso: tutti sanno che il presidente non vota - avrebbe detto il Presidente della Camera - Nei precedenti in alcuni casi si è votato, ma non possono essere portati a esempio".
Solo ieri Fini aveva spiegato che "la consolidata prassi procedurale in ordine ai conflitti di attribuzione prevede che nel caso in cui si tratti di valutare se elevare o meno conflitto da parte della Camera nei confronti di un altro potere dello Stato è riconosciuto all'Ufficio di presidenza un ruolo di 'filtro', ragione per cui la valutazione negativa operata da parte di tale organo ha condotto in passato alla mancata sottoposizione della questione all'Assemblea". Il che faceva "sperare" all'opposizione che il conflitto di attribuzioni non sarebbe mai giunto in Aula, bloccato dal "filtro" dell'Ufficio di presidenza, dove ad essere l'ago della bilancia è proprio il voto di Fini.
Ma dopo tali dichiarazioni a "Porta a Porta" sembra a questo punto quasi scontato che, senza il voto di Fini, l'Ufficio di presidenza della Camera avrà i voti per iniziare la procedura del conflitto di attribuzioni, un'iter che se approdasse in Corte Costituzionale e se questa accogliesse le tesi del Pdl, porterebbe a dover richiedere l'autorizzazione a procedere (che per i ministri è ancora in vigore) per poter processare Silvio Berlusconi.
Ma a Vespa, Gianfranco Fini avrebbe poi anche aggiunto che "la stella polare è il rispetto del regolamento, se si rispetta non c'è alcuna ragione per conflitti istituzionali".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: