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Fini: finita era Berlusconi. Sì a nuovo esecutivo ma niente ribaltoni

Gianfranco Fini da Palermo auspica un nuovo esecutivo, precisando però che non dovrà essere un "ribaltone" ma solo un governo "sostenuto dalla maggioranza che ha vinto le elezioni e aperto al contributo di altri". Perché l'importante è che Berlusconi faccia "un passo indietro".

"Se il presidente del Consiglio amasse veramente l'Italia dovrebbe fare un passo indietro consentendo a qualcun altro di governare con il contributo di altri". E' chiaro il presidente della Camera, intervenuto a Politema per la convention di Fli a Palermo. Un lungo dicorso durato circa un'ora, interrotto più volte da applausi, dove Fini ha anche sottolineato che "sulle intercettazioni occorre dire che non penso che questa sia la migliore legge per l'interesse nazionale. Probabilmente lo è per l'interesse personale di qualcuno", aggiungendo che probabilmente nessun cittadino italiano, in un momento di così grave crisi economica, metterebbe il DDL come primo punto all'ordine del giorno. "Un giorno serve il processo breve e un giorno il processo lungo, a seconda di quello che conviene" insiste ancora Gianfranco Fini, sostenendo che "solo quando non si hanno argomenti si grida al complotto, si danno le colpe ai magistrati e ai giornalisti". E mentre Silvio Berlusconi è in "visita privata" in Russia per il compleanno di Vladimir Putin, Fini aggiunge che "il premier è in tutt'altre faccende affaccendato". Il leader di Futuro e libertà ribadisce che ormai che "è finita l'era del berlusconismo e del bipolarismo", anche perché la "logica bipolare presuppone dei valori unificanti". Gianfranco Fini auspica così un nuovo esecutivo, precisando che non dovrà essere quello "del ribaltone, ma sostenuto dalla maggioranza che ha vinto le elezioni e aperto al contributo di altri". Insomma, l'importante è che cada Berlusconi, per cambiare affinché nulla cambi, pensa probabilmente già qualcuno.

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