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Fini: concordo Cicchitto, situazione è istituzionalmente insostenibile

Tensione tesa alla Camera durante le dichiarazioni di voto sul milleproroghe. Fini risponde a Di Pietro che comunque sia il governo non può essere paragonata a quello di Gheddafi ma concorda ironicamente con Cicchitto: "la situazione è istituzionalmente insostenibile".

Durante le dichiarazioni di voto sul milleproroghe, approvato infine dall'assemblea di Montecitorio dopo il voto di fiducia, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha dovuto utilizzare tutta la sua pazienza per sostenere con la dovuta calma sia situazioni mai viste prima in Aula ma anche attacchi che potrebbero essere evitati soprattutto in determinate sedi.
In un primo momento Gianfranco Fini, come giusto che faccia la terza carica dello Stato, si permette di fare un'osservazione in merito ad alcune dichiarazioni appena pronunciate da Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori, infatti, era tornato sulla questione della compravendita di parlamentari, affermando che "queste persone si debbono vergognare" e spiegando che "ci sono fatti gravissimi che abbiamo segnalato alla magistratura. Reati che si stanno consumando e che non possono essere 'identificati' solo perché non è un reato la vendita della funzione parlamentare", invitando l'Aula: "Voi potete mandare a casa Berlusconi perché lui non si dimetterà mai, perché non potete chiedere ad Alì Babà di consegnare la chiave della cassaforte". Concludendo l'intervento Antonio Di Pietro afferma quindi: "Noi diciamo che al primo posto c'è il dovere morale di liberarci di questo governo che ormai ha tutte le sembianze del governo libico, né più né meno. Liberarcene al più presto".
Al che Gianfranco Fini sottolinea che "non può essere consentito in quest'Aula paragonare un governo, democraticamente eletto, per quanto possa essere avversato, ad una feroce e spietata dittatura quale è quella del colonnello Gheddafi".
Ma prima di questa dovuta precisazione, Fini era stato costretto a sospendere la seduta perché in Aula non si era presentato nessun rappresentante del governo. Alla ripresa della seduta alla Camera Gianfranco Fini ha così stigmatizzato il comportamento del sottosegretatrio Laura Ravetto: "Onorevole Ravetto la prego di astenersi dal telefonare e di sedersi, lei rappresenta il governo e la seduta non può iniziare se il rappresentante del governo non è seduto. E la prego di riferire - aggiunge Fini - al Ministro per i rapporti con il Parlamento che è senza precedenti quello che sta accadendo quest'oggi".
Ma la tensione in Aula rimane alta e Gianfranco Fini utilizza tutta la sua ironia politica nel ribattere ad alcune dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Cicchitto aveva finito il suo tempo ma stava andando avanti con un attacco ben preciso contro il Presidente della Camera. Fini, allora, invece di togliere la parola a Cicchitto (e ne aveva la facoltà) dice: "Io sono costretto a rilevare che ha già superato i 5 secondi ma siccome immagino quel che lei intende dire le dò ulteriori 30 secondi".
Al che Fabrizio Cicchitto lo ringrazia affermando: "La situazione è istituzionalmente insostenibile e che lei (rivolgendosi a Fini, ndr) si trova in una situazione di contrasto e di contraddizione fra la sua figura di Presidente della Camera e di leader di un partito politico".
Gianfranco Fini, sagacemente, risponde semplicemente: "Concordo con lei che la situazione è istituzionalmente insostenibile".
Nel frattempo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa della presentazione della fondazione dedicata a Franco Zeffirelli, ridendo e scherzando affermava: "Credo che nessuno possa governare meglio di me - aggiungendo - Oggi sono entrato al Parlamento e anche la sinistra voleva venire al bunga bunga".

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