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Fini: Romano? Si dimetta. E Alfano: vulnus istituzionale evidente

Fini lascia intendere che Saverio Romano dovrebbe dimettersi a causa delle accuse che pensono sul ministro. Romano pensa invece che Fini dovrebbe andare sotto "impeachment" mentre Angelino Alfano fa notare il "vulnus istituzionale". A chiudere la replica di Bocchino.

Botta e risposta incrociato tra Gianfranco Fini, Saverio Romano, Angelino Alfano e Italo Bocchino. A scatenare lo scambio di battute una dichiarazione del Presidente della Camera Fini che intervenendo a Napoli spiega di non sapere se "il ministro dell'Agricoltura sia colpevole di quei reati inquietanti" ma precisa che "chi ha una certa idea del centrodestra, della politica e dell'Italia, vorrebbe vivere in un paese in cui in questi casi per opportunità ci si dimetta da certi incarichi" (http://is.gd/wcESDc). Fini aggiunge poi che "se si hanno responsabilità istituzionali e si rappresenta l'interesse generale occorre avere comportamenti trasparenti e al di sopra di ogni sospetto", ricordando che "la legge è uguale per tutti" e "non si può, come troppe volte è accaduto, dare l'impressione di una concezione della legge per la quale se si hanno mezzi, conoscenze e strumenti per piegarla a proprio vantaggio si può raggiungere tutto ciò che si desidera". Pronta la replica di Saverio Romano, che definisce Gianfranco Fini "ormai un insolente", affermando: "Sappiamo che egli è più il capo di un partito che approfitta del ruolo istituzionale, cosa che dovrebbe metterlo nelle condizioni di un impeachment vero e proprio". Romano lancia quindi una provocazione: "Si dimetta da presidente della Camera e un minuto dopo seguiranno le mie dimissioni; altrimenti il suo si rivela un'ulteriore aggressione nei miei confronti, nei confronti del governo e della maggioranza parlamentare". Contro Gianfranco Fini anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, che sostiene come "le ultime dichiarazioni del presidente della Camera, cioè della terza carica dello Stato, sono davvero gravissime e intollerabili". "Non si era mai verificato nella storia della Repubblica che una così alta funzione fosse piegata a scopi puramente elettorali e partitici - insiste l'ex Guardiasigilli - Così come non si era mai verificato che un presidente della Camera irridesse il partito e la maggioranza dell'Aula che presiede, definendola addirittura 'caricatura' (pare che Fini abbia definito la politica del Pdl e della Lega 'caricatura del centrodestra')". E non si era neppure mai verificato - continua Afano - che un presidente della Camera chiedesse le dimissioni del capo del Governo e di suoi componenti". Agelino Alfano avverte quindi in conclusione che "il vulnus istituzionale era già evidente" sottolineando però che "ora siamo in presenza di una questione più grave per il futuro delle istituzioni repubblicane, in quanto questo comportamento può diventare un precedente che autorizza i futuri presidenti della Camera a emularlo. Di questo rischio è bene che siano consapevoli sia l'attuale maggioranza che l'opposizione che dice di avere tanto a cuore le istituzioni". A chiudere questo fuoco incrociato di dichiarazioni arriva quella di Italo Bocchino, che insinua come "la dichiarazione di Angelino Alfano forse è stata scritta da altri a palazzo Grazioli perché è impensabile che un quarantenne che ha fatto il ministro e che vuole interpretare la politica del futuro usi questo tono verso il presidente della Camera". Il vicepresidente di Fli ricorda quindi ad Alfano "che è diritto del Parlamento, da cui il governo dipende, criticare le scelte del governo e chiedere le dimissioni del capo del governo o di un ministro - evidenziando - Se questo spetta al Parlamento e ai parlamentari spetta tanto più al presidente della Camera". Bocchino fa notare poi come sia "invece gravissimo che un'esponente della maggioranza attacchi la terza carica dello Stato, che appena ieri (sabato, ndr) è stata elogiata dal Presidente della Repubblica per come ha gestito gli ultimi critici passaggi parlamentari, mostrando l'imparzialità a cui è vincolata quando presiede Montecitorio".

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