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Fini: Qualunquemente è fotocopia della realtà. Uno scempio

Gianfranco Fini spiega che il film del comico Antonio Albanese "Qualunquemente" è "la fotocopia della realtà" chiedendosi se il protagonista del film "Cetto La Qualunque" sia "una drammatica finzione o una realtà". In tanti sanno già la risposta.

Gianfranco Fini, anche se si era "ripromesso di non polemizzare perché quello che c'è sui giornali basta e avanza", torna a parlare dello scandalo Ruby sottolineando, durante una cena di Fli a Torino, che è "uno scempio del quale non si può tacere" quella "realtà in cui si garantisce l'elezione nel listino bloccato a chi non ha altro che una certa presenza fisica e una predisposizione a fare cose che non hanno nulla a che vedere con la politica".
Secondo il Presidente della Camera "tacere di questo scempio vuol dire essere corresponsabili" ricordando che i suoi non l'hanno mai fatto "quando erano nel Pdl" e che quindi, a maggior ragione, non vi è bisogno di "farlo ora".
Fini spiega che è necessario "tenere alte non solo le bandiere della moralità e del decoro, ma le bandiere dei valori più autentici di chi nella politica ha sempre creduto" anche perché sostiene che "quello che ci aspetta domani è ancora peggiore se non vi poniamo mano".
Gianfranco Fini cita poi il film, nelle sale, del comico Antonio Albanese, spiegando che il successo di "Qualunquemente" risiederebbe nel fatto che "in apparenza è una finzione, ma è anche la fotocopia della realtà".
Fini si chiede infine se "Cetto La Qualunque", protagonista del film, sia solo "una drammatica finzione o una realtà".

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