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Fini: Berlusconi non ancora fuori gioco, ma fine ventennio è alle porte

Gianfranco Fini interviene al centro del dibattito che sta nascendo tra le due anime del Popolo della libertà, e in una intervista a La Stampa ammette: "Capisco l'angoscia di Alfano (...) Berlusconi non è ancora fuori gioco. Ma l'epilogo del ventennio è alle porte".

"Capisco l'angoscia di Angelino Alfano. Lui e gli altri ministri PDL sono stretti tra l'interesse del Paese e il loro rapporto con Berlusconi, al quale diversamente da me loro devono proprio tutto, mai sarebbero arrivati in Parlamento e men che meno al governo senza il Cavaliere" afferma Gianfranco Fini a La Stampa, dopo che il Cavaliere ha ricordato alle colombe del Pdl: "Se si contraddicono i nostri elettori, non si va da nessuna parte. Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita". Gianfranco Fini non nasconde il fatto che la fine è stata segnata "dall'esito totalmente negativo alle elezioni di febbraio", sottolineando però che le attuali divisioni interna al Pdl non fanno altro che confermare "quanto è vero l'antico detto per cui 'il tempo è galantuomo' e i nodi vengono al pettine" poiché "si dimostra una volta di più che la mia polemica non era una ribellione sedata con la forza ma il tentativo di cambiare rotta al centrodestra italiano". Tentativo fallito perché, ammette Fini, il terzo polo che voleva far nascere con Mario Monti e Pier Ferdinando Casini, oltre al fatto che all'interno "di destra ce n'era ben poca", in realtà "esisteva già e lo rappresentava Beppe Grillo". Concludendo l'Intervista a La Stampa, Gianfranco Fini, che sta presentando il libro "Il ventennio" (Rizzoli) dove ripercorre la storia del suo rapporto con Silvio Berlusconi, confessa che il Cavaliere "non è ancora fuori gioco" perché "nel Paese un consenso, sia pure calante, gli rimane. - aggiungendo - E sono convinto che lui controlli tuttora i due terzi del partito. Ma l'epilogo del ventennio è alle porte. E lo spazio invaso dal berlusconismo prima o poi verrà occupato da altri. Il mio auspicio è che siano i giovani a farsi protagonisti, perché non esistono uomini per tutte le stagioni".

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