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Fini: Berlusconi deve dimettersi: concezione para-feudale

Gianfranco Fini afferma di condividere chi chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi sostenendo che "Il vero tradimento è promettere riforme e persino 'rivoluzioni' per poi attuare la politica del giorno per giorno".

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (75 anni) è al centro dell'inchiesta sul caso Ruby, che lo vede indagato per prostituzione minorile e concussione. Da quando la notizia è esplosa è stato un susseguirsi di dichiarazioni del premier, che considera l'operato della magistratura una vera "aggressione", mentre i media cominciavano a diffondere le prime indiscrezioni sulla vicenda e le intercettazioni delle "cene" che si erano organizzate ad Arcore.
Dall'opposizione in molti hanno chiesto già da tempo le dimissioni del premier e anche qualche esponente di Fli avrebbe fatto intendere che forse sarebbe giunto il momento di un "cambio della guardia".
L'unico finora rimasto in silenzio era sembrato Gianfranco Fini, che invece il 23 gennaio esterna il suo pensiero su tutta questa vicenda.
Intervistato dal Corriere Adriatico (http://tinyurl.com/6yg6ynr), Gianfranco Fini spiega di condividere chi chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi perché "l'equilibrio fra poteri e funzioni dello Stato è l'essenza della democrazia".
"Il potere politico - continua Fini - non deve temere diminuzioni di autorità o di sovranità dalle inchieste dei giudici. Se esistono patologie nel sistema, queste patologie devono poter emergere alla luce del sole, nella fisiologia e nella normalità dei rapporti istituzionali".
Ma Fini sottolinea anche che nel Pdl la discussione interna è stata "brutalmente soffocata" a vantaggio di una "concezione patrimoniale e para-feudale della politica".
"Il vero tradimento è promettere riforme e persino 'rivoluzioni' - conclude il Presidente della Camera - per poi attuare la politica del giorno per giorno, e del basso profilo riformatore".

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