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Assegni vitalizi: Senato dice addio. Non per gli ex come diceva Fini

Il Senato dice addio all'attuale sistema degli assegni vitalizi, ma la nuova normativa sarà applicata solo per i nuovi senatori. Per capire quale sarà bisognerà attendere la decisione della Camera, anche se Fini aveva parlato di ex parlamentari.

Il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama, presieduto da Renato Schifani, ha deciso, all'unanimità che il tanto contenstato "assegno vitalizio" così come è normato sarà abolito, ma solo dalla prossima legislatura. Cambiare il sistema del vitalizio per i senatori attualmente in carica avrebbe infatti "intaccato diritti ormai acquisiti" sottolinea Benedetto Adragna, questore a Palazzo Madama eletto nelle liste del PD, facendo notare che comunque il Senato ha "dato un segnale" avviando "una serie di tagli che continueranno nei prossimi anni". Pare infatti che il "taglio pari all'un per cento della spesa" del Senato sia stato raggiunto, "risparmiando sui costi dei servizi: dalla comunicazione istituzionale (oltre un milione in meno), ai servizi informatici (con un taglio di 700mila euro), dalle spese sulla manutenzione (con una riduzione di 430mila euro), ai beni materiali di consumo (247mila euro), fino al ristorante" continua Benedetto Adragna (repubblica.it - http://is.gd/PuV4kA). Quale sistema verrà approvato al posto del vitalizio non è ancora chiaro, perché si attende la decisione sulla questione della Camera. In realtà pochi giorni fa, parlando dal palco dell'assemblea nazionale del Terzo Polo a Verona, Gianfranco Fini non aveva parlato di abolire il vitalizio per i nuovi parlamentari ma per tutti gli ex. Molti italiani quindi attendono probabilmente di capire se anche a Montecitorio non si potranno intaccare certi "diritti ormai acquisiti".

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