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Libia, emissari Gheddafi a Bruxelles. UE: non c'è alcun incontro

Sembra che siano partiti dalla Libia due, o forse tre, aerei, uno diretto sembra a Bruxelles con l'intento di incontrare i rappresentati dell'Unione Europea e della NATO. Ma Catherine Ashton precisa che "non ha intenzione di incontrare membri del regime di Gheddafi".

Oggi si terrà a Bruxelles una riunione dei ministri della Difesa dei 28 Paesi membri della NATO, e poi un incontro dei ministri degli Esteri UE, per fare il punto sulla situazione della Libia. Stando a quanto riferito dallo stesso ministro degli Esteri Franco Frattini, durante un'audizione parlamentare, "due aerei del regime libico sono partiti dalla Libia diretti a Bruxelles per incontrarsi con l'Unione Europea e la NATO", anche se fonti di agenzia di stampa durante la giornata di ieri avevano reso noto che non risultava esserci nessun incontro, in programma, con emissari del regime di Gheddafi né alla NATO né all'UE. Anzi, l'Alto rappresentante per la politica Estera UE Catherine Ashton sembra che abbia affermato che "non ha intenzione di incontrare membri del regime di Gheddafi".
Uno di questi due aerei avrebbe fatto anche scalo al Cairo, spiega sempre Frattini, dove "un generale dell'esercito e probabilmente il viceministro della Difesa libico" avrebbero avuto la "missione di avere un contatto con la Lega Araba".
Il secondo, sembra che atterrerà a Bruxelles. "Il Tempo" parla invece anche di un terzo aereo, forse diretto in Grecia, anche perché pare, come riporta il quotidiano, che il primo ministro greco George Papandreou sia stato contattato direttamente da Gheddafi martedì scorso.
Il 12 marzo, invece, si riunirà il Consiglio Europeo dove l'Italia proporrà "un'iniziativa navale mediterranea" congiunta tra UE e NATO per "assicurare il rispetto delle sanzioni internazionali già decise, soprattutto per quanto riguarda l'embargo delle armi", come spiega alla Camera il Ministro Frattini. E anche un nuovo "piano Marshall" di "7-10 miliardi di euro" per affrontare la crisi del Nord Africa.
L'Italia infatti "è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all'esame delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica", come si legge nel comunicato finale del Consiglio Supremo di difesa che si è riunito al Quirinale.

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