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Libia: carri armati di Gheddafi bombardano Zawiyah, 200 morti

Mentre Gheddafi scrive all'ONU di sospendere le sanzioni, affermando che la forza sarebbe stata usata solo contro "i trasgressori", nella città di al-Zawiyah, a pochi chilometri da Tripoli, i carri armati sparano sulle case dei civili, e si parla già di 200 vittime.

Gheddafi in una lettera ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che le sanzioni stabilite dall'esecutivo siano "sospese in attesa che si accerti la verità" di ciò che succede in Libia, e questo perché la decisione di emettere l'embargo delle armi e di vietare gli spostamenti della famiglia Gheddafi sarebbe stata presa "prematuramente". Secondo il dittatore libico, infatti, la forza sarebbe stata usata solo contro "i trasgressori che hanno incluso elementi estremisti" intraprendendo "atti di distruzione e terrorismo" sostenendo che "nessuna opposizione è stata sollevata contro i manifestanti pacifici e disarmati". Di oggi, però, la notizia che i fedeli al regime avrebbero mosso un'offensiva sanguinosa contro la città di al-Zawiyah, in Tripolitania, a circa una quarantina di chilometri da Tripoli. Secondo la Tv Al-Jazeera e a fonti della Reuters, nella città sarebbero entrati diversi carri armati che avrebbero aperto il fuoco sulle case, tanto che si parla già di 200 morti. Sembra che i carri armati abbiano anche bombardato una moschea, dove avevano cercato rifiugio centinaia di civili.
Alcuni inviati di Al-Jazeera riferiscono che le forze di Gheddafi stanno cercando con ogni mezzo di riprendere il controllo della città, "senza pietà per i civili", come raccontano in molti. Nonostante questo gli oppositori al regime continuano a resistere, combattendo con armi di fortuna contro mortai e carri armati, tanto che 4 blindati sembra che siano stati distrutti. Le fonti di agenzia ripetono che Gheddafi utilizzerebbe "mercenari" per combattere contro quello che il colonnello in questi giorni continua a ripetere essere il "suo popolo" che "lo ama". L'appello al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di sospendere le sanzioni, quindi, sembra risultare quantomeno ridicolo come il fatto di appellarsi, sempre nella lettera, alla "Carta delle Nazioni Uniti e le norme del diritto internazionale". Gheddafi, infatti, sostiene che quei Paesi che minacciano di ricorrere "alla forza" contro la Libia andrebbero a violare le norme "sulla sovranità di uno Stato ed il non intervento negli affari interni di quello stesso Stato o sulla violazione della sua sicurezza ed integrità territoriale". Per adesso, comunque, nessun Paese, dagli Stati Uniti all'Inghilterra, sembra intenzionato a voler ricorrere "ad azioni di combattimento", rimanendo invece in allerta per operazioni, anche improvvise, "umanitarie e di evacuazione".

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