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Libia: Saif Gheddafi arrestato, ma CNT rifiuta trasferimento all'Aja

Il secondogenito di Gheddafi, Saif al-Islam, è stato arrestato dal CNT mentre tentava la fuga. Detenuto a Zintan, il governo provvisorio libico si rifiuterebbe di farlo processare di fronte alla Corte penale dell'Aja.

Saif al-Islam Gheddafi, secondogenito del rais ucciso durante la sua cattura, è stato arrestato da una brigata del CNT, dopo l'indiscrezione che un "personaggio importante" viaggiava spacciandosi come tuareg. Saif Gheddafi era infatti divenuto "un pastore di cammelli" tentando la fuga, ma non è bastata la barba lunga per evitare la facile identificazione, avvenuta nei pressi del confine con il Niger. Il governo ad interim libico si rifiuta, però, di far processare il figlio di Gheddafi davanti alla Corte penale dell'Aja, come riporta l'emittente SkyNews. Il nuovo governo avrebbe spiegato che il processo deve svolgersi in Libia "perché la giustizia nazionale è quella ordinaria e quella internazionale è l'eccezione", assicurando che "vi sono tutte le necessarie garanzie per un processo giusto, soprattutto dopo che con l'emendamento a una legge è stata salvaguardata l'indipendenza del potere giudiziario da quello esecutivo". Saif Gheddafi è attualmente detenuto a Zintan, ma sulla vicenda interviene anche Amnesty International che chiede al Consiglio nazionale di transizione il trasferimento del figlio dell'ex rais "alla Corte penale internazionale per essere sottoposto a indagini, garantendo nel frattempo la sua incolumità". L'organizzazione per i diritti umani sottolinea che in seguito a "quanto accaduto dopo la cattura di Muammar Gheddafi e Mu'tassim Gheddafi, il CNT ha la responsabilità di impedire che succeda qualcosa di simile a Saif al-Islam, in modo che questi possa affrontare la giustizia per i crimini di cui è imputato, in un processo regolare e senza ricorso alla pena di morte", precisando che "l'indagine della Corte penale internazionale offre un'opportunità per assicurare giustizia, verità e riparazione alle vittime dei crimini contro l'umanità commessi contro il popolo libico, quella giustizia che può essere stata negata con l'apparente uccisione illegale di Muammar Gheddafi". Sarebbe auspicabile un processo all'Aja e non in Libia anche per il fatto che Saif Gheddafi potrebbe raccontare molti "retroscena" di politica internazionale che potrebbero non solo mettere in "imbarazzo" alcuni governi, ma soprattutto dissipare alcuni misteri che attendono, dopo anni, ancora dei chiarimenti, a partire dall'attentato di Lockerbie (http://is.gd/iFs6jS) per finire alla strage di Ustica (http://is.gd/QSCP9x). All'Aja, infatti, le parole di Saif Gheddafi potrebbero probabilmente risuonare con maggior eco.

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