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Libia: Gheddafi e il rischio armi chimiche. Si parla di Scud e uranio

Gheddafi ha a disposizione armi chimiche, i famosi missili Scud della Guerra del Golfo (parte 1), e una bella scorta di uranio yellowcake, giusta per migliaia di "bombe sporche". Articolo 21 raccoglie una testimonianza della minaccia delle armi chimiche direttamente dalla Libia.

Il Wall Street Journal oggi dà una bella notizia al mondo. Il governo del colonnello Muammar Gheddafi non avrebbe distrutto le scorte di gas mostarda (almeno non completamente) e altre armi chimiche "sollevando timori a Washington su che cosa potrebbe succedere" se ad esempio fossero oggetto di "attenzione" o peggio ancora se fossero usate.
E Articolo 21 pubblicava ieri un colloquio via Skype tra "una ex-diplomatica libica da tempo in rotta con il regime" e Nicoletta Dentico, "impegnata nel terzo settore". La donna libica dice che "Si teme che adesso il pazzo possa utilizzare armi chimiche". Tutta la conversazione "sbobinata" è leggibile su Articolo 21 (http://is.gd/bJ6hxP) ed è davvero agghiacciante.
Ma le notizie sull'arsenale dell'"amico" Gheddafi non finisce qui. Infatti, riporta sempre il Wall Street Journal, "Tripoli mantiene anche il controllo dei vecchi missili Scud B" (quelli della prima guerra del Golfo di antica memoria) e, saranno contenti tutti gli amanti e i propagandisti del nucleare, Gheddafi avrebbe "1.000 metric tons of uranium yellowcake" quindi 1000 tonnellate di "concentrato di uranio".
L'articolo del Wall Street Journal è davvero illuminante "U.S. Fears Tripoli May Deploy Gas As Chaos Mounts" e tutto da meditare (http://is.gd/eHRQoK).
Insomma, la scorta di micidiali armi convenzionali fornite a Gheddafi nei decenni è impreziosita da armi chimiche, biologiche e dalla possibilità di fabbricare agevolmente "bombe sporche" nucleari. Qualcuno se ne prenderà la responsabilità politica?

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