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Gheddafi: vogliono farci tornare schiavi, come sotto gli italiani

Gheddafi torna in Tv e ribadisce che queste proteste sarebbero una "provocazione che viene da fuori dalla Libia" perché gli "stranieri" vorrebbero farli ritornare "schiavi", come sotto il colonialismo italiano.

Muammar Gheddafi afferma nuovamente, questa volta davanti ai delegati dell'Assemblea popolare libica, in occasione del 34esimo anniversario della proclamazione della Jamahiriya, che quello che il Paese sta affrontando "è una provocazione che viene da fuori dalla Libia". Non è la prima volta che Gheddafi sostiene che le dimostrazioni contro di lui, le proteste, sarebbero guidate da potenze "straniere" e da Al Qaida, anche perché dal suo punto di vista inspiegabili. Gheddafi ricorda infatti che lui non può dimettersi perché non è a Capo del Parlamento o a Capo dello Stato, visto che dopo la dichiarazione del 1977 "il sistema politico della Libia è diventato e si è fondato sul potere del popolo".
"I cittadini vengono rappresentati attraverso le commissioni. Nessuno può rimpiazzare il potere del popolo che fa le sue leggi, prende posizioni - continua a spiegare Gheddafi in televisione - Quando vengono prese le decisioni non c'è bisogno della firma di alcun leader. Sono i comitati popolari che decidono. E' un sistema che deve essere accettato dal mondo, è un potere che è basato sul popolo".
"Io ho consegnato il potere al popolo e sono tornato nella mia tenda - ribadisce Gheddafi - Io ero un simbolo e il popolo mi consulatava ogni tanto".
Per queste ragioni il dittatore libico sostiene che in realtà "Vogliono farci tornare schiavi, come eravamo sotto gli italiani", annunciando però che ciò non sarà "mai accettato".
"Ho costretto l'Italia a scusarsi per il passato coloniale e pagare un quarto di milione ogni anno per 20 anni" ricorda Gheddafi che minaccia: "Entreremo in una sanguinosa guerra e migliaia e migliaia di libici moriranno se USA o NATO entreranno nel Paese". E per Muammar Gheddafi il motivo di questa "provocazione che viene da fuori dalla Libia" è molto semplice, cioè le risorge energetiche del Paese, tanto che conclude affermando: "Dobbiamo fare in modo che il petrolio della Libia ritorni in mano alle persone della Libia".

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