le notizie che fanno testo, dal 2010

Gheddafi: vogliono colonizzare Libia. Tradito da nazioni occidentali

Gheddafi afferma di sentirsi tradito da quelle nazioni occidentali che fino a poco tempo fa avevano stretto buoni rapporti di amicizia con la Libia. Non è difficile pensare che il colonnello si riferisse in particolar modo all'Italia, che gli faceva il baciamano.

Il colonnello Muammar Gheddafi non sembra voler cedere alle richieste di Europa e Stati Uniti, che in queste ultime ore discutono anche sul fatto che il dittatore libico dovrebbe decidere per l'esilio. "Chi lascerebbe il proprio Paese?" avrebbe risposto indirettamente, ad alcuni giornalisti britannici, Gheddafi, che sottolinea: "Tutto il popolo mi ama e sarebbe disposto a morire per proteggermi: a Tripoli non ho visto manifestazioni di protesta". Il colonnello ha poi aggiunto di sentirsi tradito da quelle nazioni occidentali che fino a poco tempo fa avevano stretto buoni rapporti di amicizia, accusandole di voler colonizzare la Libia. Non è difficile immaginare che le parole di Gheddafi fossero rivolte in particolar modo all'Italia, con cui nel 2008, sotto il governo Berlusconi, aveva stipulato un Trattato di Amicizia, nome più che mai eloquente. Nel Trattato non solo l'Italia ha concordato con la Libia un indennizzo di "5 miliardi di dollari americani, per un importo annuale di 250 milioni di dollari americani per 20 anni" ma anche e soprattutto aveva sottoscritto che il nostro Paese "non userà, ne permetterà l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia", così come la Libia "non userà, né permetterà, l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro l'Italia".
In questi giorni il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha reso noto che "di fatto" il Trattato di Amicizia è "sospeso" dicendo che l'Italia affiancherà qualunque decisione presa in ambito internazionale.
E visto che in queste ore, soprattutto dopo la risoluzione dell'ONU che sancisce le sanzioni ai danni di Tripoli, non si esclude un "possibile intervento internazione in Libia" se la "repressione" dovesse continuare, è logico che l'ex amico dell'Italia Gheddafi possa perlomeno sentirsi tradito.
E mentre il primo ministro britannico David Cameron, parlando al Parlamento, insiste sulla necessita di una no-fly zone in Libia, per cercare di tutelare i cittadini inglesi ancora nella regione, non escludendo "assolutamente l'utilizzo di asset militari", dall'altra parte gli Stati Uniti hanno già spedito delle navi da guerra al largo delle coste libiche, anche se la Casa Bianca smentisce che verranno utilizzate per azioni militari contro Tripoli. La Francia, invece, invita i Paesi dell'UE a riunirsi in un vertice straordinario per giovedì, iniziativa appoggiata dalla Spagna e naturalmente dall'Italia.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: