le notizie che fanno testo, dal 2010

Gheddafi speaker alla radio: quella dal bunker è ritirata strategica

La resistenza dei fedelissimi di Gheddafi sembra essere cominciata. I ribelli espugnano il bunker del rais, ma il dittatore è già scappato, e invece di sparire nel silenzio annuncia la sua "ritirata strategica" attraverso una radio locale.

La resistenza delle forze lealiste fedeli al colonnello Gheddafi "potrà reggere per mesi, forse per anni" annuncia un portavoce del governo del rais, promettendo che la Libia verrà trasformata in un "vulcano con esplosioni e lava incandescente". La conquista totale di Tripoli da parte dei ribelli è ormai prossima, ma la cattura di Muammar Gheddafi sembra essere più difficile del previsto. Il compound di Bab al-Aziziya, dove teoricamente è rimasto nascosto in questi mesi il rais, è stato totalmente espugnato, ma del dittatore nessun traccia. Il colonnello Gheddafi, invece di sparire nel silenzio, torna però a far sentire la sua voce attraverso una radio locale, ribadendo ciò che più volte ha già espresso durante questa guerra, e cioè: "Morte o vittoria contro l'aggressore". Gheddafi spiega poi che "la ritirata da Bab al-Aziziya" è stata in realtà "una mossa tattica" visto che il bunker era stato ormai "raso al suolo da 64 attacchi aerei della NATO". L'opposizione dei fedelissimi di Gheddafi sembra quindi essere cominciata. Fonti dei ribelli affermano che i lealisti hanno cominciato infatti a sparare missili contro Misurata mentre decine di missili Grad sono stati lanciati su Tripoli, come riferisce la tv Al Arabiya. Nel corso della notte, poi, arriva la notizia che l'esercito di Gheddafi avrebbe attaccato con missili e carri armati la città di Ajelat, ad ovest di Tripoli. Un portavoce del governo libico ha infatti promesso che i ribelli "non avranno pace se verranno a Tripoli". Intanto, due figli di Gheddafi, Saif al Islam e Mohammed, che erano già nelle mani dei ribelli, sono riusciti a scappare, e pare che si siano già rifugiati fuori dalla Libia. Gli Stati Uniti e la Francia annunciano che finché Gheddafi non si arrenderà "proseguiranno il loro sforzo militare". In questo momento la loro attenzione è concentrata anche nel cercare di evitare che gli arsenali chimici di Gheddafi finiscano nelle mani sbagliate. Secondo l'Arms Control Association, in Libia ci sarebbero infatti circa 10 tonnellate di iprite, cioè il temibile gas mostarda. Secondo fonti della CNN, agenti dei servizi americani ma anche di altri Paesi sarebbero già da diverso tempo entrati sul territorio libico, per evitare che questo materiale chimico non sfugga al "controllo del CNT (Consiglio nazionale transitorio di Bengasi)". Fonti del Pentagono annunciano, inoltre, che anche se gli USA escludono l'invio di truppe per "missioni di peacekeeping", non respingono l'idea di inviare delle squadre di esperti per la messa in sicurezza delle armi chimiche e dei missili terra-aria, auspicando che i ribelli del CNT si comportino sempre nel rispetto del diritto internazionale.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: